“Nel calcio c’è una parola molto usata, ma non ho mai capito bene cosa significhi: dobbiamo gestire”. Maurizio Sarri ha scelto l’ironia per presentare la vigilia del primo vero dentro o fuori della sua avventura sulla panchina dell’Atalanta. Domani la Dea si giocherà l’accesso alla Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, dopo lo 0-0 maturato nella gara d’andata a Bergamo.
Per Sarri, però, non ci sarà nulla da gestire. A fare la differenza dovrà essere soprattutto la mentalità: “Se andiamo avanti o indietro nel punteggio e ci snaturiamo, rischiamo di complicarci la partita da soli”. Il tecnico sta cercando di costruire una squadra capace di imporre il proprio gioco, pur consapevole che il percorso è ancora lungo: “A volte ci riusciremo, altre volte no. Contro il Sassuolo abbiamo disputato 30 minuti di grande livello, poi però abbiamo perso il controllo della partita. E quando non hai il controllo può succedere di tutto. È una cosa che non mi piace”.
L’obiettivo, dunque, è chiaro: provare a fare la propria partita e conquistare la qualificazione. “Se non ci riusciremo, sarà merito loro”, ha spiegato Sarri, che non nasconde quanto il gruppo sia ancora in fase di costruzione. “Da un mese continuo a dire che avremo difficoltà, che soffriremo e che commetteremo errori. La speranza è crescere sempre di più e costruire qualcosa di importante”.
Il progetto a lungo termine, però, non deve far perdere di vista l’immediato: “Questo è il macro-piano. Il micro-piano, invece, riguarda domani: entrare in campo e qualificarci in Europa”. Una competizione a cui Sarri tiene particolarmente, anche dopo una stagione senza coppe: “Diciamo che mi sono rotto di stare a casa il mercoledì e il giovedì”.
Per la sfida di domani torna a disposizione De Ketelaere, che si gioca una maglia da titolare con Zalewski. Per il belga sarebbe il primo avvio stagionale, ma il suo impiego resta ancora da decidere: “Charles ha avuto un problemino al rientro dalle meritate vacanze post-Mondiale. Non si è allenato molto con noi e non ha ancora tanti minuti nelle gambe. Dal punto di vista qualitativo, però, può darci tanto”. Il dubbio riguarda quindi soprattutto la gestione del suo minutaggio: “Dobbiamo decidere se farlo partire dall’inizio o utilizzarlo a partita in corso”.
Più che un dubbio, invece, quello tra Krstovic e Scamacca sembra destinato a diventare una costante per tutta la stagione. Sarri, però, non lo considera un problema: “Se tutte le difficoltà del mio lavoro fossero scegliere tra due giocatori così…”. Entrambi stanno crescendo e stanno offrendo risposte positive: “Nell’ultima partita Scamacca non ha perso un pallone, Krstovic è stato vigoroso. È un finto problema”. Le scelte, quindi, dipenderanno anche dalle condizioni fisiche e dalle esigenze della partita. Senza escludere la possibilità di vederli insieme: “Dovremo creare anche uno special-team, perché in determinate situazioni potrebbero giocare entrambi”.
Domani sera, al di là degli uomini scelti, servirà però una prestazione all’altezza della posta in palio. Perché, come ha ribadito Sarri alla vigilia, in questo momento all’Atalanta c’è ancora ben poco da gestire: bisogna giocare, imporre la propria identità e conquistare l’Europa.