È stato rimosso il pioppo bianco che per anni ha caratterizzato la rotonda di corso XXV Aprile, ad Asti, conosciuta da molti abitanti proprio come la rotonda del Pioppo Bianco. L’intervento sarebbe stato determinato, con ogni probabilità, dalle condizioni dell’albero, ormai secco. La sua eliminazione segna però la scomparsa di un elemento riconoscibile del paesaggio urbano e di una vicenda legata alla scuola, alla partecipazione degli studenti e al rapporto con il quartiere.
Un nome scelto dagli alunni
Il nome della rotonda era stato scelto e poi simbolicamente battezzato dagli alunni della scuola Rio Crosio, durante l’amministrazione comunale guidata da Fabrizio Brignolo. L’iniziativa era nata come esercizio di educazione civica e di conoscenza del territorio, ma nel tempo si era trasformata in un segno concreto del legame tra la comunità scolastica e lo spazio pubblico vicino alle aule.
A ricordare quel rapporto resta una targa collocata nell’area e intitolata "Emozioni degli studenti". Il pannello raccoglie i contributi degli alunni delle scuole Rio Crosio e A. Brofferio e descriveva il pioppo come una presenza familiare: "Ci parla sempre, in ogni stagione. Noi lo guardiamo dalle finestre della scuola. È il nostro albero!". Per altri bambini era invece "la balena dei ricordi" oppure la rotonda della sapienza, perché situata vicino a due istituti.
Le riflessioni erano state riportate in italiano, inglese e arabo, a testimonianza di un progetto capace di coinvolgere una comunità scolastica multiculturale. Dopo il taglio, quelle parole assumono un significato ancora più forte: la targa è rimasta al suo posto, ma senza l’albero a cui faceva riferimento. Il manufatto diventa così la traccia visibile di una presenza che apparteneva alla quotidianità degli studenti e di molti residenti.
Il futuro dell’area
A documentare con fotografie le ultime fasi della presenza del pioppo è stato Giampiero Monaca, ex maestro della scuola Rio Crosio. Le immagini hanno fissato la conclusione di una storia iniziata proprio con il coinvolgimento degli alunni. Monaca ha accompagnato il racconto con una domanda dal tono ironico ma riferita al futuro dello spazio: "Diventerà la rotonda del deserto?".
La rimozione apre infatti il tema di una possibile riqualificazione dell’area. Non è indicato se il pioppo sarà sostituito con una nuova pianta o se siano previsti altri interventi di verde pubblico. Resta quindi da capire quale sarà il destino della rotonda di corso XXV Aprile e se lo spazio conserverà un elemento naturale capace di renderlo riconoscibile.
Al di là della necessità tecnica dell’intervento, la scomparsa dell’albero rappresenta per molti cittadini la perdita di un piccolo punto di riferimento. La sua importanza non dipendeva soltanto dalla presenza fisica, ma anche dalle storie costruite attorno a quel luogo: il progetto degli studenti, la vicinanza alle scuole e il lavoro di chi ha scelto di raccontare attraverso le immagini una trasformazione del paesaggio urbano. Il nome potrebbe restare nella memoria degli abitanti, mentre la domanda sul futuro rimane aperta: la rotonda perderà il suo elemento simbolico oppure potrà diventare l’occasione per un nuovo progetto di verde e partecipazione?