Alcune bombolette per gonfiare palloncini sono state trovate abbandonate nei giardinetti pubblici di San Rocco, a Monza. Il ritrovamento è stato segnalato nei giorni scorsi da un residente attraverso il gruppo Facebook Easy Monza, dove è stata pubblicata anche una fotografia del materiale. L’episodio ha riacceso l’attenzione sul consumo improprio del cosiddetto gas esilarante, una pratica che negli ultimi mesi ha coinvolto diversi giovanissimi in Brianza.
Il post è stato condiviso con l’obiettivo di mettere in guardia genitori e istituzioni. Le bombolette destinate al gonfiaggio dei palloncini possono infatti contenere protossido di azoto, una sostanza incolore e inodore che, se inalata, può provocare euforia, risate e un lieve effetto anestetico. Proprio la facilità con cui il gas può essere reperito e utilizzato ha contribuito alla diffusione di una moda considerata preoccupante, soprattutto negli spazi frequentati da adolescenti.
I provvedimenti adottati in Brianza
Il tema è già arrivato all’attenzione di diversi amministratori locali. Limbiate è stato tra i primi Comuni brianzoli a intervenire con un’ordinanza per vietare l’utilizzo del protossido di azoto. La decisione era maturata anche dopo la testimonianza pubblica di una madre, che aveva raccontato le conseguenze subite dal figlio dopo l’uso della sostanza. L’esempio è stato successivamente seguito dai sindaci di Muggiò e Seveso, che hanno adottato provvedimenti analoghi nei rispettivi territori.
La vicenda raccontata dalla famiglia di Limbiate aveva descritto un quadro particolarmente grave. La madre aveva riferito che il figlio era arrivato a diventare catatonico, evidenziando il rischio che l’assunzione potesse trasformarsi in una dipendenza e incidere profondamente sulla vita dei ragazzi e delle loro famiglie. Il caso era stato portato all’attenzione pubblica proprio per sollecitare una maggiore consapevolezza sui pericoli legati a una sostanza spesso percepita, in modo errato, come innocua.
Rischi per la salute
Gli effetti del protossido di azoto non si limitano alle sensazioni immediate di euforia. Un uso scorretto può provocare perdita di conoscenza, alterazioni delle funzioni cognitive e danni al sistema nervoso centrale. A questi rischi si aggiunge la possibilità che il consumo diventi abituale, con conseguenze sulla salute e sul comportamento. Il ritrovamento nei giardinetti di San Rocco non documenta da solo un’attività organizzata né identifica le persone che hanno utilizzato le bombolette, ma segnala la presenza di oggetti associati a una pratica già al centro di allarmi e ordinanze in altri Comuni della Brianza.