Toscana

Aggressioni ai minori, coltelli e minacce: l’allarme della criminologa

Cinque segnalazioni con querela raccolte da maggio: nel mirino anche il controllo digitale sulle vittime.

Mariana Berardinetti, pedagogista e criminologa pisana, ha raccolto negli ultimi tre anni testimonianze, fotografie e messaggi inviati da famiglie e minorenni. Dalle segnalazioni, riferisce, emerge un quadro di aggressioni e intimidazioni che coinvolgerebbe diversi spazi pubblici del territorio. La professionista parla di un fenomeno non più episodico, ma caratterizzato da dinamiche ricorrenti.

Le modalità delle aggressioni

Secondo l’analisi di Berardinetti, i gruppi giovanili violenti individuerebbero spesso ragazzi soli o in compagnia di un coetaneo. La vittima verrebbe quindi circondata e isolata, con minacce e pressioni psicologiche finalizzate a impedirne la fuga o la reazione. In alcuni casi, aggiunge la criminologa, alla violenza si accompagnerebbero offese e azioni di diffamazione legate al genere sessuale, con conseguenze sulla reputazione e sulle relazioni sociali del minorenne.

Un elemento considerato particolarmente preoccupante è la mostra di coltelli, utilizzati, secondo i racconti ricevuti, per paralizzare la vittima e scoraggiarne la risposta. In alcune vicende sarebbe comparso anche l’impiego di cani di grossa taglia. Berardinetti riferisce inoltre di episodi nei quali le ragazze avrebbero avuto il compito di avvicinare per prime la persona presa di mira, prima dell’intervento del resto del gruppo.

Paura anche dopo il ritorno a casa

Le intimidazioni, sempre secondo la ricostruzione della pedagogista, non si limiterebbero al momento dell’aggressione. Gli account social delle vittime sarebbero stati violati o utilizzati per mantenere una forma di controllo psicologico e prolungare la paura anche dopo il rientro a casa. A questo si aggiungerebbero minacce per impedire le denunce, un passaggio che contribuirebbe a mantenere sommerso il fenomeno.

Le aree indicate nelle segnalazioni comprendono le spiagge libere di Tirrenia e Marina, la zona della stazione, Sesta Porta, Bagni di Nerone, i lungarni e il centro storico. Da maggio a oggi, afferma Berardinetti, sono state raccolte cinque segnalazioni documentate di aggressioni ai minorenni, tutte accompagnate da querele. Nel testo non vengono forniti ulteriori dettagli sui singoli procedimenti né vengono indicati eventuali esiti giudiziari.

La criminologa sottolinea anche il comportamento di chi assiste agli episodi: in diversi casi, sostiene, le persone presenti si sarebbero allontanate senza intervenire o prestare soccorso. Per affrontare la situazione propone una strategia fondata su prevenzione, presenza sul territorio, educazione alla legalità e ascolto delle famiglie. L’obiettivo indicato è costruire una risposta condivisa e tempestiva alle situazioni di rischio che coinvolgono i minorenni.