Lombardia

Serata dei Vini, il territorio fa squadra

Ventisei cantine e circa 1.150 partecipanti hanno animato corti, vie e piazze del borgo valtellinese.

Ci sono manifestazioni che, nel tempo, diventano parte dell’identità di una comunità. La Serata dei Vini rientra tra queste: un evento che mette in relazione la produzione enologica valtellinese, la storia del borgo e la partecipazione di operatori, associazioni e volontari.

Nel centro storico di Bormio, corti, vicoli e palazzi storici sono stati trasformati in tappe di un percorso dedicato alla degustazione e all’incontro con i produttori. L’iniziativa collega enogastronomia, cultura, commercio e turismo, coinvolgendo diverse realtà locali nell’organizzazione e nella gestione della serata.

Una tradizione costruita nel tempo

La manifestazione è organizzata da Società Multiservizi Alta Valle – Bormio Tourism, in collaborazione con l’Associazione Bormio Commercio, i Reparti di Bormio e Gioventù Bormiese. Le sue origini risalgono a precedenti iniziative dedicate alla valorizzazione del centro storico, delle tradizioni locali e dei mestieri del paese.

Il percorso è partito da Calici nelle corti ed è proseguito nell’ambito della rassegna Tradizioni & Mestieri in Piazza. Da queste esperienze si è sviluppata l’attuale formula, che conserva come elemento centrale la presenza del vino valtellinese negli spazi storici del paese.

Vini, paesaggio e corti storiche

La produzione protagonista dell’evento nasce in un paesaggio agricolo segnato da oltre 750 ettari di vigneti e da circa 2.500 chilometri di muretti a secco. La tecnica di costruzione in pietra a secco è stata riconosciuta dall’UNESCO, nel 2018, come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Sui versanti valtellinesi cresce soprattutto il Nebbiolo, chiamato localmente Chiavennasca. Da queste uve derivano il Valtellina Superiore DOCG, articolato nelle cinque sottozone Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia, e lo Sforzato di Valtellina DOCG, ottenuto con l’appassimento delle uve e riconosciuto DOCG nel 2003.

Durante la serata alcune antiche corti hanno aperto le proprie porte, diventando punti di degustazione e di incontro tra pubblico e produttori. Il passaggio da una corte all’altra ha consentito ai partecipanti di osservare il centro storico attraverso gli edifici, i passaggi e gli ambienti legati alla storia delle famiglie del borgo.

L’edizione 2026 e il lavoro dei volontari

L’edizione 2026 si è svolta sabato 22 agosto con la partecipazione di 26 cantine valtellinesi e di circa 1.150 persone. Il pubblico ha potuto degustare i vini, incontrare i produttori e accompagnare gli assaggi con proposte gastronomiche distribuite lungo il percorso. Musica e altri momenti di animazione hanno coinvolto vie e piazze del centro.

La riuscita dell’iniziativa è stata sostenuta anche dal lavoro di associazioni e volontari, impegnati nell’allestimento, nell’accoglienza, nella gestione dei punti di degustazione e nel supporto logistico. Un contributo organizzativo che ha affiancato il coordinamento della Società Multiservizi Alta Valle – Bormio Tourism e la collaborazione con l’Associazione Bormio Commercio.

La manifestazione si fonda quindi sulla collaborazione tra organizzatori, commercianti, cantine, proprietari delle corti, associazioni e volontari. Il risultato è un evento che propone la conoscenza della viticoltura valtellinese insieme alla scoperta degli spazi storici di Bormio e delle persone impegnate nella valorizzazione del paese.