Lombardia

Zone 30, Bergamo verso 196 chilometri di strade coinvolte

L’assessore Berlanda annuncia il completamento entro i primi mesi del 2027, ma un legale contesta la validità dei limiti.

Bergamo si prepara a estendere ulteriormente le aree con limite di velocità a 30 chilometri orari. Il piano varato dall’amministrazione comunale sarà completato per fasi e, secondo le previsioni dell’assessore alla Mobilità Marco Berlanda, dovrebbe essere ultimato entro la fine dell’anno o, al più tardi, nei primi mesi del 2027. I tempi dipenderanno anche dalle condizioni meteorologiche e dall’avanzamento dei lavori per la posa della segnaletica.

La prima fase ha interessato 13 nuove zone distribuite tra Borgo Santa Caterina, Borgo Palazzo, Celadina, Malpensata e il centro cittadino, per complessivi 21 chilometri di viabilità. La seconda prevede l’inserimento di altre 18 strade. L’intervento procede con una copertura dichiarata del 60 per cento: la segnaletica orizzontale è stata completata, mentre quella verticale è ancora in corso. Il ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale è stato attribuito dall’amministrazione alla fornitura dei cartelli.

La copertura prevista

Al termine del progetto, la rete interessata dai limiti dovrebbe raggiungere circa 196 chilometri, pari a una copertura complessiva intorno all’88 per cento delle strade comunali. Berlanda ha definito la scelta un intervento pragmatico, finalizzato a ridurre la velocità e il rumore e a migliorare la sicurezza degli utenti della strada e la qualità della vita nei quartieri.

Secondo l’assessore, le decisioni sarebbero state assunte sulla base dell’analisi dei dati e dell’ascolto dei territori, con un’attenzione particolare ai luoghi ritenuti più delicati e alle esigenze di chi percorre quotidianamente le strade interessate. Il completamento dell’operazione è quindi legato soprattutto alla posa dei cartelli verticali nelle aree ancora da definire.

I dubbi sulla legittimità

Sul piano giuridico interviene l’avvocato Federico Carnazzi, già presidente della commissione mobilità ed ex vicepresidente dell’Aci di Bergamo. Il legale richiama la sentenza con cui, nel gennaio 2026, il Tar dell’Emilia-Romagna ha dichiarato illegittimi i limiti generalizzati a 30 chilometri orari introdotti a Bologna, disponendone l’annullamento.

Carnazzi sostiene che le motivazioni adottate per Bologna possano essere sovrapponibili a quelle di Bergamo. A suo giudizio, il Codice della strada stabilisce in 50 chilometri orari il limite urbano ordinario e consente di scendere a 30 soltanto su singole strade, quando siano presenti specifiche condizioni tecniche. Tra queste vengono citati l’assenza di marciapiedi associata a un intenso passaggio pedonale, restringimenti anomali, forti pendenze, percorsi tortuosi e la presenza frequente di scuole, fabbriche o impianti sportivi.

L’avvocato ritiene che in gran parte delle strade inserite nel piano bergamasco non ricorrano, neppure in combinazione, i presupposti previsti dalla normativa. Da qui il timore che le sanzioni elevate per il superamento del limite possano essere impugnate davanti ai giudici, con il rischio di un contenzioso e di eventuali spese a carico del Comune.

Berlanda respinge però il paragone con il caso emiliano. La differenza, secondo l’assessore, sta nel fatto che Bologna avrebbe adottato un unico provvedimento generale, mentre Bergamo avrebbe proceduto con valutazioni separate, analizzando ogni strada e motivando singolarmente le decisioni. Per l’amministrazione, dunque, le aree già istituite e quelle in via di completamento sono state approvate nel rispetto delle regole.