Giada Spadaro, atleta originaria di Tarquinia, ha conquistato il titolo mondiale di powerlifting nella categoria Sub-Junior -63 chilogrammi. La sedicenne ha chiuso la gara con un totale di 470 chilogrammi nelle tre specialità, aggiungendo al successo anche il nuovo record europeo nello squat.
Nata a Tarquinia il 16 gennaio 2010, Giada si è trasferita con la famiglia a Trapani per motivi legati al lavoro del padre. In Sicilia frequenta il terzo anno del liceo sportivo ed è proprio durante questo percorso che ha sviluppato e consolidato la passione per il powerlifting, disciplina diventata parte centrale della sua quotidianità.
La gara in Sudafrica
La consacrazione internazionale è arrivata ai Campionati del mondo di Powerlifting 2026, organizzati dall’IPF, la Federazione internazionale di powerlifting, a Sun City, in Sudafrica. La competizione era riservata agli atleti della categoria Sub-Junior, fino ai 18 anni, e Junior, fino ai 23.
Nella gara riservata alle Sub-Junior -63 chilogrammi, la giovane atleta ha realizzato 170 chili nello squat, 107,5 nella panca e 192,5 nello stacco da terra. Proprio la misura ottenuta nello squat le ha permesso di stabilire il nuovo record europeo, rendendo ancora più rilevante la prestazione complessiva.
Il powerlifting richiede forza, tecnica, preparazione e capacità di gestire la pressione agonistica. Gli atleti si confrontano nello squat, nella panca piana e nello stacco da terra, con tre tentativi disponibili per ciascuna specialità. Il risultato finale viene calcolato sommando le migliori alzate valide, valutate dai giudici in base alla corretta esecuzione dei movimenti.
Allenamenti e sostegno della famiglia
Dietro il risultato ci sono anni di allenamenti e sacrifici. Giada si prepara per quattro ore al giorno sotto la guida dell’allenatore Danilo Camilleri, che segue il suo percorso sportivo e la crescita agonistica iniziata quando aveva 13 anni.
Camilleri ha raccontato che, all’inizio, in pochi avrebbero puntato su un’atleta così giovane. L’obiettivo indicato alla ragazza, ha spiegato il tecnico, non era soltanto diventare forte, ma provare a essere la migliore. Il percorso ha attraversato anche momenti difficili, tra soddisfazioni e sconforto, superati dalla giovane atleta con il lavoro e la continuità.
Durante la gara sudafricana, a migliaia di chilometri di distanza, la famiglia ha seguito la prova davanti alla televisione. A fare il tifo c’erano il padre Giovanni, la madre Stefania Salemi e la sorella Desirée. A Tarquinia hanno seguito la competizione con emozione anche la nonna materna Serafina, gli zii e i cugini.
Per Giada Spadaro il successo internazionale e il record europeo rappresentano un traguardo importante raggiunto a soli 16 anni. I risultati ottenuti segnano una tappa significativa di una carriera ancora agli inizi.