Si intensificano le iniziative istituzionali in Lunigiana per affrontare le conseguenze dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio. Gli incontri e i sopralluoghi operativi sono partiti dalla sede dell’Unione di Comuni Montana Lunigiana, ad Aulla, e hanno coinvolto i vertici regionali e provinciali, i sindaci e i tecnici della Protezione civile.
La situazione a Bagnone
Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika ha raggiunto Bagnone per verificare i danni provocati dalle precipitazioni. Nella giornata di venerdì sono caduti fino a 336 millimetri di pioggia in due ore, con conseguenze particolarmente pesanti sulla rete viaria e sui collegamenti locali.
Insieme al sindaco Giovanni Guastalli, al presidente della Quarta Commissione Ambiente del Consiglio regionale Gianni Lorenzetti e ai tecnici della Protezione civile, Dika ha esaminato la situazione del comune. Le frane hanno compromesso circa l’80 per cento della viabilità locale, rendendo difficili gli spostamenti e isolando alcune frazioni.
Tra le criticità più rilevanti figura l’isolamento della frazione di Collesino Nolano. Sono inoltre interrotte le Strade Provinciali 67 e 21, mentre un tratto di via Castello, affacciato sul torrente Mangiola, è parzialmente crollato. I danni hanno interessato anche le tubazioni e la presa dell’acquedotto: per garantire l’approvvigionamento potabile si sta procedendo con la realizzazione di bypass d’emergenza.
La richiesta di emergenza
Nel corso della riunione con i sindaci ad Aulla, Dika ha assicurato l’impegno della Regione per accelerare la ricognizione dei danni e l’assegnazione delle risorse. Le priorità indicate riguardano il ripristino dei collegamenti stradali, delle comunicazioni e dei servizi essenziali, oltre alla messa in sicurezza delle aree colpite.
Il presidente della Provincia Roberto Valettini, d’intesa con la presidenza dell’Unione dei Comuni e per conto dei sindaci lunigianesi, ha inviato una richiesta formale al presidente della Regione Eugenio Giani, alla Direzione Difesa del Suolo, al Prefetto e al Ministero per la Protezione Civile. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e la dichiarazione dello stato di emergenza regionale, con possibile rilievo nazionale se i fabbisogni lo renderanno necessario.
Valettini ha sottolineato che l’estensione dei comuni montani e la fragilità delle infrastrutture rendono insufficiente il ricorso alle sole risorse ordinarie dei bilanci locali. La richiesta istituzionale punta quindi a sostenere gli interventi necessari per la ricostruzione e per garantire la sicurezza dei residenti nelle zone maggiormente danneggiate.