Toscana

Formazione e lavoro per persone in condizioni di fragilità

Il percorso ha coinvolto 37 partecipanti tra carpenteria e orti.

Ricostruire collegamenti tra strada, scuola e lavoro, con percorsi calibrati sulle esigenze individuali. È l’obiettivo perseguito dalla Cooperativa sociale In Cammino, attiva a Pistoia dal 1996, con il progetto Tracce di Lavoro, concluso nel luglio scorso dopo l’avvio nell’agosto 2025.

L’iniziativa ha proposto esperienze di formazione e lavoro rivolte a persone in condizioni di fragilità occupazionale. Tra i destinatari figuravano giovani seguiti dal Tribunale per i minorenni di Firenze, detenuti ammessi a misure alternative alla detenzione e migranti in attesa della regolarizzazione del permesso di soggiorno.

Un percorso graduale verso l’inserimento

Per queste persone, l’accesso a un’occupazione stabile può essere ostacolato da diversi fattori: situazioni familiari complesse, percorsi scolastici assenti o insufficienti, difficoltà nel mantenere costanza e impegno, oltre a procedure burocratiche spesso complesse. La cooperativa punta quindi a ristabilire un rapporto positivo con il lavoro, considerato uno strumento di integrazione sociale e di costruzione di una vita autonoma.

Gli inserimenti si svolgono in ambienti organizzati come normali luoghi di lavoro, ma senza la pressione legata alla produttività. I partecipanti sono affiancati da un operaio esperto e da un tutor sociale, che segue il percorso individuale e sostiene la definizione di un progetto orientato alla ricerca di un’occupazione.

La cooperativa dispone di un laboratorio-scuola attrezzato come officina di fabbro e di terreni in affitto suddivisi in orti destinati alla coltivazione. In questi spazi i partecipanti possono acquisire competenze pratiche, sperimentare la regolarità degli impegni e confrontarsi con dinamiche simili a quelle presenti in un contesto professionale.

I numeri del progetto

Nel complesso, Tracce di Lavoro ha coinvolto 15 ragazzi nei corsi di carpenteria in ferro e altri 22 nelle attività degli orti. La finalità non è soltanto l’apprendimento di mansioni, ma il recupero della motivazione e la costruzione di un percorso di crescita personale, anche quando il cammino risulta lungo e difficile.

Il presidente Sauro Gori ha spiegato che l’iniziativa è stata resa possibile dal sostegno economico di realtà del territorio: Fondazione Un Raggio di Luce, Caritas Diocesana e, in particolare, Fondazione Caript. La cooperativa ha precisato di non aver ricevuto contributi pubblici e ha confermato l’intenzione di proseguire le attività legate alla propria finalità sociale.