A Pisa, Agnese Bernardini e Giacomo Terreni hanno scelto di non consegnare ancora uno smartphone alla figlia Nicoletta, che ha 12 anni. La decisione, maturata all’interno della famiglia, nasce dalla volontà di rimandare il più possibile l’accesso personale a Internet, social network e chat. Nicoletta, però, non condivide pienamente la scelta: con l’inizio della seconda media, previsto a settembre, sente il peso di non poter partecipare alle conversazioni online dei compagni.
La ragazza racconta di essere tra le poche della classe a non avere un cellulare personale. Alcuni compagni, spiega, comunicano nelle chat utilizzando eventualmente il telefono dei genitori, mentre lei resta esclusa da quelle dinamiche. Per le attività scolastiche che richiedono strumenti digitali utilizza un computer condiviso con il fratellino Paolo, di 10 anni, senza accesso a social o chat.
Una decisione legata all’età
Agnese Bernardini, psicoterapeuta e psicologa dell’età evolutiva, si occupa professionalmente degli effetti delle tecnologie sui più giovani. Il marito Giacomo Terreni è informatico e osserva da vicino l’evoluzione degli strumenti digitali e del loro utilizzo. Entrambi ritengono che, a questa età, il cervello sia ancora in fase di formazione e preferiscono quindi rimandare il primo smartphone il più a lungo possibile.
La coppia racconta di avere osservato cambiamenti nel comportamento di alcuni figli di amici dopo la consegna del primo telefono: maggiore attenzione alle notifiche e ai messaggi, oltre a una difficoltà crescente a staccarsi dallo schermo. Secondo i genitori di Nicoletta, il problema non è il dispositivo in sé, ma l’accesso senza filtri a Internet e ai social. La loro non vuole essere una critica alle altre famiglie, ma una scelta definita dagli stessi genitori controcorrente.
Il confronto con i coetanei
La rinuncia ha tuttavia anche conseguenze concrete. Nicoletta si sente talvolta esclusa dalle attività online dei compagni, molti dei quali ricevono il primo cellulare già alla fine delle elementari, spesso in occasione della Prima Comunione. La ragazza riconosce i possibili aspetti negativi dello smartphone, ma vorrebbe comunque averne uno e ipotizza di poterlo ricevere dopo il prossimo anno scolastico.
Anche per gli adulti la scelta comporta difficoltà. Durante l’estate Nicoletta ha trascorso una settimana in vacanza con il Gruppo Estivo e per i genitori è stato più complicato raggiungerla. La situazione ha messo in evidenza il loro timore di non poterla controllare e l’ansia legata alla necessità di restare reperibili. Bernardini e Terreni sostengono però che il divieto assoluto sarebbe controproducente: in alcune occasioni la figlia può usare il loro cellulare per esigenze mirate.
Quando arriverà il suo primo dispositivo, le regole non scompariranno. I genitori prevedono limiti sugli orari e il divieto di utilizzare il telefono durante i pasti e la sera, per evitare che la connessione prolungata incida sul sonno. Ritengono inoltre che un accesso più tardivo possa favorire maggiore consapevolezza e un uso meno eccessivo. Nel frattempo, anche gli adulti hanno stabilito alcune regole domestiche, tra cui niente cellulare a tavola e il controllo del tempo trascorso davanti allo schermo, riconoscendo di essere a loro volta esposti al rischio di dipendenza.