È iniziata la nuova stagione della Ssd Argentario Calcio, attesa protagonista del campionato di Prima Categoria 2026/2027. I giocatori si sono ritrovati allo stadio di Porto Santo Stefano, impianto conosciuto anche come Maracanà, per cominciare la preparazione atletica in vista dei prossimi impegni.
La squadra è stata affidata nuovamente ad Alessandro Milani, chiamato a guidare il gruppo nel percorso di avvicinamento alla nuova annata. L’obiettivo indicato dalla società è quello di costruire una formazione in grado di competere ai vertici di un torneo considerato particolarmente impegnativo.
Il gruppo a disposizione di Milani
La dirigenza ha lavorato per allestire un organico equilibrato nei diversi reparti. Per il ruolo di portiere sono stati confermati Baffigi e Palmieri. In difesa il tecnico potrà contare su Cedroni, Cobianu, Moriani S., Rosati e Schiano, chiamati a garantire solidità al reparto arretrato.
Il centrocampo sarà composto da Carabellese, Chiatto, Dulcamara, Melchionda e Sclano. A loro spetterà il compito di assicurare dinamismo e organizzazione nella zona centrale del campo, oltre a sostenere la fase offensiva.
In avanti, invece, sono stati inseriti Costanzo, Loffredo e Vincenti. La rosa, secondo le valutazioni della società, presenta elementi sufficienti per affrontare il campionato con ambizioni importanti e con una struttura ritenuta competitiva e completa.
Il ritorno allo stadio cittadino
L’avvio della preparazione direttamente nell’impianto di casa rappresenta una novità rispetto alle ultime stagioni, quando il lavoro non era cominciato tra le mura amiche. La scelta viene considerata un segnale di vicinanza alla comunità e alla tifoseria, mentre la squadra ha iniziato il percorso atletico agli ordini dello staff tecnico.
Per l’Argentario Calcio si apre così una stagione indicata come cruciale per il rilancio sportivo del club. Il primo appuntamento sarà completare la preparazione e mettere a punto gli automatismi richiesti da Milani, in attesa dell’inizio ufficiale del campionato di Prima Categoria.