Fim, Fiom e Uilm hanno proposto alla direzione di The Italian Sea Group l’attivazione del contratto di solidarietà per affrontare la fase di crisi che sta interessando il gruppo e tutelare il personale del cantiere.
La richiesta è stata presentata nel corso dell’incontro di lunedì, convocato per esaminare le ricadute della contrazione dell’attività lavorativa. Secondo quanto illustrato dalle organizzazioni sindacali, la riduzione del lavoro sta incidendo sull’operatività del cantiere e rende necessario individuare strumenti alternativi per proteggere i dipendenti.
La proposta dei sindacati
Tra le richieste avanzate c’è lo stop al ricorso alle ferie come soluzione per gestire il rallentamento produttivo. Le sigle dei metalmeccanici hanno invece indicato nel contratto di solidarietà lo strumento più adatto per distribuire gli effetti della crisi e salvaguardare i livelli occupazionali durante il periodo di minore attività.
Nel corso del confronto, le parti sociali hanno illustrato alla direzione il dettaglio delle misure ipotizzate a tutela del personale. La discussione proseguirà in un nuovo incontro già concordato tra azienda e sindacati, fissato per 1° settembre. In quella sede saranno valutati i contenuti della proposta e le possibili modalità di gestione della situazione.
Nuovo confronto con l’azienda
Il contratto di solidarietà è dunque al centro del prossimo passaggio negoziale tra le organizzazioni sindacali e The Italian Sea Group. L’obiettivo indicato dai rappresentanti dei lavoratori è affrontare la fase di crisi limitando l’impatto della riduzione delle commesse e dell’attività sul personale del cantiere.