Dopo l’esito negativo del tentativo di conciliazione svolto in Prefettura il 5 agosto 2026, la Fp Cgil di Arezzo e la Rsu del Comune hanno confermato lo stato di agitazione che coinvolge la Polizia Locale e il personale dell’ente. Al centro della vertenza ci sono le modalità di impiego degli agenti nei servizi collegati all’ordine pubblico e la gestione delle risorse destinate al salario accessorio.
Secondo il sindacato e la rappresentanza sindacale unitaria, gli operatori vengono impiegati in pattuglie appiedate nelle aree del centro storico considerate più esposte ai fenomeni della cosiddetta mala movida. La Fp Cgil e la Rsu contestano che tali attività siano svolte senza il necessario affiancamento delle Forze di Polizia dello Stato e senza adeguati dispositivi di protezione individuale e strumenti di autodifesa.
Le organizzazioni dei lavoratori ritengono che questa situazione esponga il personale a rischi non adeguatamente fronteggiati e possa configurare una violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Alla questione operativa si aggiunge, sempre secondo la loro ricostruzione, lo stallo sulla quantificazione e sulla destinazione dei fondi del salario accessorio, ritenuti insufficienti a remunerare i servizi esterni svolti sul territorio.
Le richieste avanzate dai sindacati
Per superare la vertenza, Fp Cgil e Rsu chiedono il ripristino di un ruolo ausiliario della Polizia Locale nelle attività di ordine pubblico. In concreto, la proposta è che i servizi nelle aree più delicate siano organizzati in modalità congiunta e interforze con Polizia di Stato e Carabinieri, evitando che gli agenti municipali operino isolati in contesti ritenuti rischiosi.
Un altro punto riguarda l’utilizzo dei proventi dell’articolo 208 del Codice della Strada. Il sindacato rivendica la destinazione di almeno 350.000 euro derivanti dall’aumento delle entrate registrato tra il 2024 e il 2025, quantificato in oltre 650.000 euro. Le risorse, nella proposta, dovrebbero finanziare l’acquisto delle dotazioni di sicurezza, strumenti di autodifesa, sessioni straordinarie di addestramento e formazione, oltre alle indennità e alla remunerazione dei servizi operativi.
La Fp Cgil e la Rsu sostengono inoltre che questa soluzione consentirebbe di liberare risorse all’interno del Fondo generale, con ricadute positive anche sul restante personale del Comune di Arezzo. L’obiettivo indicato è duplice: aumentare gli standard di tutela per gli operatori e riconoscere economicamente il lavoro svolto durante i servizi esterni.
Il confronto con l’amministrazione
Nonostante la mancata conciliazione in Prefettura, le organizzazioni sindacali dichiarano di non voler puntare allo scontro e chiedono l’apertura immediata di un tavolo con l’amministrazione comunale. Nella nota viene richiamata anche la Giostra del Saracino, definita un patrimonio della comunità aretina: eventuali iniziative di mobilitazione, spiegano Fp Cgil e Rsu, non avrebbero l’obiettivo di colpire la manifestazione, ma di sollecitare risposte sulle condizioni di lavoro.
La mobilitazione, tuttavia, potrebbe proseguire e interessare anche lo svolgimento della Giostra qualora dalla Giunta non arrivassero risposte rapide e un confronto ritenuto concreto. La palla passa ora all’Amministrazione comunale, alla quale i sindacati chiedono la convocazione urgente di un tavolo per affrontare la sicurezza dei lavoratori e la serenità della cittadinanza.