Si svolge nel borgo fivizzanese di Vinca la cerimonia dedicata alle vittime della strage compiuta durante l’occupazione nazifascista. Il programma prevede una serie di momenti istituzionali e religiosi nei luoghi legati alla memoria dei civili uccisi e delle comunità colpite dalla violenza.
La giornata si apre alle 9 a Gragnola, con la deposizione di una corona al monumento ai caduti. Alle 9.50 è previsto il ritrovo in piazza a Vinca con le autorità. Alle 10, nella chiesa del paese, sarà celebrata la messa, seguita dalla deposizione di una corona in ricordo delle vittime.
Il programma della commemorazione
Alle 11 sono in calendario gli interventi istituzionali del delegato alla Memoria e del sindaco di Fivizzano. Mezz’ora più tardi l’orazione ufficiale sarà affidata ad Andrea Orlando, consigliere della Regione Liguria ed ex ministro della Repubblica.
A mezzogiorno partirà il corteo diretto al cimitero, dove saranno deposte altre corone ai monumenti commemorativi. Alle 12.30 è prevista la visita al monumento del Mandrione, con una deposizione in ricordo delle 30 giovani donne massacrate in quel luogo.
Quattro giorni di violenza
La strage si consumò in quattro giorni, dal 24 al 27 agosto 1944, tra le pendici delle Alpi Apuane e i paesi della Valle del Lucido. Le azioni colpirono gli abitanti di Gragnola, Monzone, Tenerano e Vinca, in un’operazione condotta dal 16esimo Aufklarung Abteilung, il Battaglione Esploratori comandato dal maggiore Walter Reder della Divisione SS Reichsführer.
Secondo la ricostruzione riportata nel testo, nella tarda serata precedente alla fase culminante dell’eccidio Reder si incontrò al Circolo Ufficiali di Carrara con il colonnello delle Brigate Nere Giulio Ludovici. Al militare avrebbe chiesto il supporto della sua formazione per un’azione antiguerriglia contro i partigiani tra il Monte Sagro e il Pizzo d’Uccello. Ludovici mise a disposizione 100 militi, che parteciparono al massacro della popolazione.
L’operazione, presentata come un piano per colpire la Divisione partigiana Lunense, si trasformò nella strage di 174 civili innocenti, tra cui donne e bambini, oltre che nella distruzione di numerose borgate. Tra gli edifici distrutti ci fu anche la chiesa di Monzone Alto, minata e fatta esplodere. A Vinca la violenza raggiunse il suo esito più drammatico, lasciando nella memoria della comunità il ricordo di una delle pagine più tragiche della guerra sulle Apuane.