Lombardia

È morto Santo Zappalà, poliziotto e maestro di arti marziali

A 70 anni, svolse incarichi alla Polgai e tramandò una disciplina isolana.

È morto a 70 anni Santo Zappalà, ricordato da familiari, amici e allievi per il suo impegno nella Polizia, l’attività di insegnante e il ruolo svolto all’interno della famiglia. La notizia ha suscitato numerose reazioni di cordoglio da parte di quanti lo avevano conosciuto nel corso della sua vita.

Il funerale è stato celebrato in forma civile alla Casa funeraria La Cattolica di Rezzato. A piangere Zappalà sono la moglie Lucia Prandelli, il figlio Alfio, la nuora e le nipotine, alle quali era particolarmente legato.

Il lavoro nella Polizia

Classe 1956, Santo Zappalà era arrivato nel Bresciano dopo aver prestato servizio nella Polizia ad Alessandria, Milano e Roma. In seguito aveva assunto l’incarico di istruttore alla Polgai, la scuola di Polizia giudiziaria, amministrativa e investigativa.

Accanto alla carriera professionale aveva coltivato la passione per le arti marziali, diventando maestro anche di bastone siciliano, antica disciplina di origine siciliana che unisce elementi marziali e di scherma. Un’attività che gli aveva permesso di trasmettere competenze e valori a diverse generazioni di allievi.

L’incidente e la vicinanza degli affetti

Oltre 27 anni fa Zappalà era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente, le cui conseguenze lo avevano segnato per il resto della vita. Nel lungo periodo successivo, familiari e amici gli sono rimasti accanto, sostenendolo quotidianamente.

Tra i messaggi pubblicati dopo la sua scomparsa emerge il ricordo di un uomo generoso, buono e altruista, capace di trasmettere l’importanza dei valori e di svolgere il proprio ruolo di maestro con dedizione. Gli ultimi anni, viene ricordato, erano stati accompagnati dall’affetto della moglie Lucia e del figlio Alfio, oltre che dalla presenza delle nipotine.