Il futuro del Museo del Risorgimento torna al centro del dibattito culturale lucchese. A sollevare la questione è lo scrittore e critico Luciano Luciani, intervenuto durante un incontro dedicato a Carlo Lorenzini e a Pinocchio, organizzato al Real Collegio nell’ambito della manifestazione Il potere dell’immaginazione.
L’iniziativa, svoltasi il 19 agosto, ha preso spunto dal bicentenario della nascita di Lorenzini e dal volume Carlo Lorenzini, il padre di Pinocchio a 200 anni dalla nascita, pubblicato nel 2025 e scritto dal lucchese Roberto Pizzi. Nel corso dell’appuntamento sono stati approfonditi la figura di Pinocchio, il valore letterario dell’opera e il ruolo di Lorenzini nel contesto delle vicende risorgimentali toscane.
L’appello alle istituzioni
Secondo Luciani, un incontro di questo tipo avrebbe trovato una collocazione più coerente negli spazi del museo lucchese, che a suo giudizio avrebbe potuto ospitare iniziative capaci di collegare letteratura, storia e identità civile. Il riferimento è alla struttura che, sostiene il critico, sarebbe stata recentemente dismessa dall’amministrazione provinciale di Lucca e resa inagibile.
Luciani richiama anche la storia più recente del museo. La struttura era stata inaugurata nel marzo 2013, al termine di lavori di ristrutturazione finanziati, secondo quanto ricorda, da due fondazioni bancarie cittadine e dalla Regione Toscana. Da qui la domanda rivolta agli enti coinvolti: quale valutazione sia stata fatta sul possibile spreco di risorse pubbliche legato alla chiusura e quale sia oggi l’indirizzo per il futuro del museo.
Il ruolo del museo nella città
Nel suo intervento, Luciani si rivolge in particolare all’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti e al presidente della Toscana Eugenio Giani, chiedendo se siano a conoscenza della situazione e delle conseguenze della dismissione. Per lo scrittore, la chiusura di un’istituzione culturale produce nella comunità un danno difficile da ricomporre, soprattutto quando la struttura è stata predisposta per svolgere una funzione pubblica.
La riflessione si inserisce in un quadro cittadino che Luciani descrive come segnato dal caldo, dall’overtourism e dalla riduzione degli spazi culturali. Nel suo ragionamento cita anche la chiusura di tre librerie all’indomani della pandemia e sostiene che un museo dedicato alla storia del Risorgimento potrebbe offrire strumenti per affrontare alcuni problemi della contemporaneità. L’appello è quindi rivolto alla Regione e agli altri enti che hanno sostenuto il progetto, affinché chiariscano le ragioni della chiusura e le prospettive della struttura.