Lombardia

Climatizzatori, quanto pesa il caldo sui consumi estivi

Le stime indicano rincari e forti differenze tra apparecchi, durata d’uso e rendimento energetico.

L’estate 2026, segnata da temperature elevate e ondate di calore prolungate, sta spingendo molte famiglie a utilizzare più a lungo climatizzatori e ventilatori. L’aumento delle ore di funzionamento si riflette sui consumi elettrici e, di conseguenza, sulle bollette. Secondo una simulazione di Facile.it, un dual split in classe A+ acceso otto ore al giorno per tre mesi comporta una spesa stimata di circa 146 euro, il 4% in più rispetto all’estate 2025. Per un apparecchio in classe A+++ la cifra può scendere fino a 74 euro.

Più ore di funzionamento

A incidere non è soltanto il prezzo dell’energia, ma anche la durata dell’utilizzo. Prendendo come riferimento sei ore quotidiane, il passaggio a otto ore aumenta del 33% il tempo di funzionamento, mentre arrivare a dieci ore determina una crescita del 67%. L’incremento della bolletta non segue necessariamente la stessa proporzione, soprattutto nel caso degli apparecchi inverter, capaci di modulare la potenza in base alla temperatura raggiunta. Il dato evidenzia però l’impatto di una stagione più calda e lunga.

Le stime di Assium restituiscono una forbice ampia. Considerando 100 giorni tra maggio e agosto, un singolo split inverter di nuova generazione può costare tra 95 e 170 euro nell’intero periodo estivo. Con un modello più datato la spesa sale tra 145 e 215 euro, mentre un sistema multisplit può superare i 400 euro. A determinare il risultato sono diversi fattori: le ore di accensione, la temperatura impostata, l’efficienza dell’apparecchio e il numero di unità installate nell’abitazione.

Pressione sulla rete elettrica

Il caldo ha avuto effetti anche sulla domanda nazionale. Il 15 luglio il fabbisogno elettrico italiano ha raggiunto 57.985 megawatt, il valore più alto dell’anno e il 4,6% oltre il picco registrato nel 2025. Le temperature estreme sono state indicate tra gli elementi alla base dell’aumento dei consumi, insieme all’utilizzo simultaneo di milioni di sistemi per il raffrescamento.

La maggiore richiesta sottopone la rete elettrica a una pressione più intensa soprattutto nelle ore più calde. Durante l’estate si sono verificati blackout e interruzioni anche a Cremona, ma non è corretto attribuire automaticamente ogni episodio all’uso dei condizionatori. Il caldo estremo e i picchi di consumo contribuiscono tuttavia ad aumentare lo stress sulle infrastrutture.

Esiste infine una ricaduta ambientale. Un maggiore consumo elettrico richiede più energia da produrre e immettere nel sistema, anche se l’impatto climatico dipende dalle modalità di generazione. Si crea così un paradosso: per difendersi da estati sempre più calde si usa più energia per raffrescare gli ambienti, proprio durante le giornate in cui la domanda raggiunge i livelli più elevati.

Per contenere i costi non è necessario rinunciare al condizionatore, ma utilizzarlo in modo più efficiente. Se l’abitazione resta vuota per molte ore, non è conveniente mantenerla continuamente raffreddata. Quando invece si rimane in casa a lungo, un apparecchio inverter può conservare la temperatura raggiunta riducendo automaticamente la potenza e limitando i continui cicli di accensione e spegnimento.