Un borgo calabrese tra chiese, panorami e antiche tradizioni

A 500 metri, sulla Locride: santuari, artigianato e sapori raccontano un’identità sospesa tra Oriente e Occidente.

Gerace, nella città metropolitana di Reggio Calabria, domina dall’alto dei suoi 500 metri la Locride e il tratto ionico della Calabria. Il borgo, inserito nel Parco nazionale dell’Aspromonte, si trova a circa dieci chilometri dalla costa e conserva un patrimonio nato dall’incontro tra cultura bizantina e tradizione latina introdotta dai Normanni.

La concentrazione di chiese, monasteri e luoghi di culto ha dato origine all’appellativo di “Città delle cento chiese”. Oggi ne restano tredici: molte furono danneggiate dalla sequenza sismica del 1783, che provocò crolli e lesioni in diversi edifici. Tra i luoghi più importanti ci sono la Chiesa di San Francesco, nella Piazza delle Tre Chiese, e la Chiesa di San Giovanni Crisostomo, o San Giovannello, testimonianza dell’architettura religiosa di tradizione greca dell’XI secolo.

Le chiese e i tesori della storia

La Concattedrale di Santa Maria Assunta è il principale edificio religioso del borgo e uno dei maggiori esempi di architettura normanna in Calabria. La costruzione attuale fu avviata tra il 1085 e il 1120 su una struttura precedente, mentre la pianta a croce latina e le tre navate convivono con absidi orientate a est, legate alla tradizione bizantina. Riconsacrata nel 1222 alla presenza di Federico II, la cattedrale è tornata visitabile nel gennaio 2026, dopo restauri e interventi di messa in sicurezza finanziati dal Pnrr.

I lavori hanno portato anche a nuove indagini archeologiche, con il ritrovamento delle tracce di un luogo di culto risalente almeno all’VIII secolo e di una moneta d’oro bizantina, datata tra il 976 e il 1025. La visita può proseguire al Museo Diocesano, dove sono conservati arredi, opere e suppellettili provenienti dalla cattedrale e dalle chiese della diocesi. Tra i pezzi più preziosi figura la Stauroteca, reliquiario in argento dorato, pietre dure e perle. Nel Borgo Maggiore si trova invece Santa Maria del Mastro, edificata nel 1084, con resti e reperti che documentano il passaggio dal rito greco a quello latino.

Panorami, artigianato e sapori

Per osservare la Locride e lo Ionio si può salire verso il Castello Normanno, fortezza di origine bizantina rimaneggiata dai Normanni nell’XI secolo. Il percorso conduce al Baglio, la spianata davanti alla fortezza, oggi in gran parte diroccata e con alcune strutture non accessibili. Un altro punto panoramico è il Belvedere delle Bombarde, nel Borghetto, dove un tempo erano collocati i cannoni per difendere la città e controllare la costa.

La distanza dai principali flussi turistici ha contribuito a preservare alcune tradizioni locali. Gli argagnari, i maestri vasai, lavorano la ceramica secondo una pratica documentata almeno dal Cinquecento. Nel Borgo Maggiore si trovavano le botteghe ricavate nei bassi e nelle cavità della roccia tufacea. Resiste anche la tessitura al telaio, tramandata dalle majstre e oggi recuperata attraverso dimostrazioni e workshop.

Tra le specialità da assaggiare ci sono la granita al bergamotto con brioche con il tuppo, i dolcini di mandorle, le rafiole, conosciute come “dolci della sposa”, e le racatole, pasta fritta. La cucina locale propone inoltre primi con melanzane ‘mbuttunate e pappardelle all’Aspromontana con ragù di cinghiale. Per soggiornare in edifici storici sono disponibili strutture ricavate in ex monasteri e dimore del Cinquecento, tra cui Palazzo Sant’Anna e Palazzo Candida.

Gerace è raggiungibile dagli aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia Terme, distanti rispettivamente 110 e 120 chilometri, oppure in treno fino alla stazione di Locri, collegata al borgo anche con un biglietto intermodale treno-autobus. In automobile, l’itinerario passa dall’uscita di Rosarno dell’A3, dalla Strada Grande Comunicazione Jonio-Tirreno, dalla SS106 e infine dalla ex SS111.