L’uscita di Amazon da Malpensa e il trasferimento delle attività verso Montichiari, nel Bresciano, apre una fase delicata per l’occupazione e per l’indotto legato alla logistica. A sottolinearlo è Marco Colombo, sindaco di Daverio e responsabile della sezione logistica di FNM Malpensa District Park. Secondo Colombo, l’impatto iniziale sarà problematico, ma la decisione non comprometterebbe la centralità dell’area varesina, che resta collegata a uno dei principali sistemi produttivi e industriali del Paese.
Le ricadute sui lavoratori
Il primo elemento evidenziato da Colombo riguarda i lavoratori del comparto. Il trasferimento, spiega, produrrà nell’immediato conseguenze sul piano logistico e occupazionale, con effetti anche sulla catena economica che ruota attorno alle attività cargo. A pagare il prezzo più alto, nella sua analisi, sono soprattutto le figure collocate alla base della filiera.
Il sindaco di Daverio ritiene tuttavia che la posizione dello scalo possa favorire l’arrivo di nuovi operatori. La vicinanza ai distretti produttivi e la presenza di collegamenti internazionali rappresentano, secondo Colombo, fattori destinati a mantenere Malpensa strategica nel medio periodo. Per colmare il vuoto lasciato da Amazon, però, servirà tempo e sarà necessario attrarre investimenti e attività capaci di rafforzare l’intero sistema.
Il ruolo della ferrovia e dell’indotto
Tra le infrastrutture considerate decisive c’è il trasporto ferroviario. Colombo cita il collegamento attivato da Malpensa Distripark con Amazon: un treno settimanale da Francoforte a Busto Arsizio che, secondo quanto riferito, non avrebbe risentito direttamente del trasferimento. Un altro progetto riguarda DHL e la possibilità di collegare Malpensa a Cadorna con convogli dedicati, riducendo una parte del traffico su gomma.
L’obiettivo indicato è una logistica più sostenibile ed ecocompatibile, in grado di generare anche occupazione qualificata. La prospettiva non si limita al trasporto delle merci, ma comprende dogane, sicurezza e packaging. Portare le attività di confezionamento nelle aree vicine allo scalo, osserva Colombo, potrebbe creare un indotto di maggiore qualità, valorizzando competenze già presenti nella provincia di Varese.
In questa visione, Malpensa dovrebbe evolvere da semplice punto di transito a piattaforma capace di produrre valore attraverso lavorazioni e servizi collegati alle merci. Per riuscirci, secondo il responsabile della sezione logistica, occorre una nuova spinta all’innovazione e una collaborazione stabile tra università, imprese, sindacati e istituzioni. La strategia, aggiunge, dovrebbe mantenersi indipendente dalle alternanze politiche e sostenere la competitività del manifatturiero e dell’export italiano.
Colombo richiama inoltre la necessità di regole europee omogenee e segnala il rischio che alcune misure, tra cui la tassa sui pacchi, possano appesantire la catena di approvvigionamento. Sul fronte degli investimenti indica incentivi per chi innova, assume e recupera aree dismesse. Tra le opportunità cita anche il reshoring, il recupero dei sedimi industriali della Valle Olona e la valorizzazione della ferrovia della Valmorea.
La partenza di Amazon viene quindi considerata un colpo da affrontare soprattutto sul piano sociale, ma non come una ragione per adottare una posizione difensiva. Per Colombo, la risposta passa da infrastrutture, competenze e filiere locali. Sono questi, nella sua prospettiva, gli elementi sui quali l’area di Malpensa può provare a trasformare una perdita immediata in una nuova occasione di sviluppo.