A dieci anni dal terremoto del Centro Italia, il Partito Democratico di Rieti interviene nel dibattito sulla ricostruzione, richiamando le recenti parole del vescovo di Rieti. Secondo il partito, agli interventi sugli edifici deve essere affiancato un piano capace di sostenere la ripresa economica e sociale delle comunità colpite.
In una nota, il PD sostiene che le dichiarazioni del vescovo abbiano riportato al centro il disagio dei residenti, alle prese con una ricostruzione giudicata ancora troppo lenta. Il partito parla di sfiducia nelle istituzioni, rabbia e senso di abbandono, criticando una comunicazione pubblica concentrata sui finanziamenti stanziati e sui cantieri aperti senza misurarsi con i risultati concreti.
Il nodo della ricostruzione privata
La formazione politica sottolinea che le aree interne continuano a perdere abitanti mentre restano in attesa di opere, scuole e servizi essenziali. Nel mirino finiscono anche le celebrazioni e gli annunci legati alle ricorrenze, ritenuti insufficienti di fronte al rischio di spopolamento dei paesi.
Il PD richiama in particolare i dati relativi alla ricostruzione privata: nella provincia di Rieti, a quasi dieci anni dal sisma, risulta approvato il 62% delle richieste di contributo. Per il partito, il dato evidenzia la distanza ancora esistente tra le esigenze delle famiglie e l’avanzamento delle procedure.
Sviluppo, servizi e sostegno alle famiglie
La ricostruzione edilizia, secondo il comunicato, deve procedere insieme a politiche per il lavoro e lo sviluppo. Tra le questioni indicate figurano la conclusione della Zona Franca Urbana, i ritardi sull’ospedale di Amatrice, l’esclusione del territorio dalla Zona Economica Speciale e la riduzione delle opportunità per chi sceglie di restare nelle aree interne. Ricostruire le abitazioni senza garantire servizi, occupazione e condizioni adeguate per vivere significherebbe, nella valutazione del partito, creare centri abitati rinnovati ma privi di residenti.
Nel testo vengono ricordate anche le posizioni espresse nel 2022 dall’ex commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, che aveva indicato come priorità l’integrazione tra ricostruzione, sviluppo economico e contrasto allo spopolamento. In quella prospettiva, Amatrice e Accumoli non avrebbero dovuto rimanere indietro rispetto al resto del cratere sismico.
Un altro passaggio riguarda i familiari delle vittime. Il PD sostiene la battaglia di Mario Sanna, padre di Filippo, per l’istituzione di un fondo nazionale destinato alle famiglie delle persone morte nei terremoti e nelle calamità. Il partito osserva che il ricordo non può essere limitato alle cerimonie del 24 agosto e richiama la necessità di mantenere attenzione e sostegno nel tempo.
In conclusione, il PD raccoglie l’appello del vescovo e chiede a chi governa tempi certi, trasparenza, servizi e misure contro lo spopolamento. L’obiettivo indicato è restituire dignità, lavoro e futuro ad Amatrice, Accumoli e all’intero Reatino, accompagnando la ricostruzione delle case con quella delle comunità e delle vite segnate dal terremoto.