Toscana

Finto carabiniere truffa un’anziana: due arresti

Recuperati 350 grammi d’oro consegnati dopo una telefonata

Due uomini di 40 e 46 anni, originari della Campania, sono stati arrestati in flagranza dai Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piombino. Sono ritenuti i presunti autori di una truffa aggravata ai danni di un’anziana, realizzata con la tecnica del finto appartenente all’Arma. I due sono stati condotti in carcere e, dopo la convalida dell’arresto, si trovano a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa del primo giudizio.

La telefonata e la consegna dei preziosi

La vicenda è avvenuta nella tarda mattinata del 21 agosto 2026. L’anziana ha ricevuto una telefonata da una persona che si è presentata come carabiniere e le ha annunciato un fantomatico controllo sui preziosi conservati in casa. Secondo quanto riferito, il sedicente militare avrebbe dovuto verificare se i gioielli corrispondessero alla refurtiva di una gioielleria.

Circa dieci minuti più tardi, un uomo si è presentato alla porta dell’abitazione chiedendo di poter esaminare i monili per accertarne la provenienza. La donna, convinta di trovarsi di fronte a un rappresentante delle forze dell’ordine, gli ha consegnato i propri gioielli. Dopo averli presi, l’uomo si è allontanato e si è dileguato nelle vie vicine. Quando ha capito di essere stata raggirata, l’anziana ha informato il figlio, che ha contattato tempestivamente il 112 Nue.

Le ricerche e il recupero dell’oro

La segnalazione è stata gestita dalla Centrale Operativa di Piombino, che ha coordinato l’intervento della Sezione Operativa e dei militari del pronto intervento. Gli investigatori hanno avviato subito le ricerche, utilizzando anche le immagini delle telecamere comunali presenti nelle zone interessate. Gli accertamenti hanno permesso di individuare un’auto sospetta, rintracciata in località Gagno con a bordo i due uomini.

Entrambi, secondo quanto riferito dai Carabinieri, risultavano già segnalati per fatti specifici. Durante la perquisizione del veicolo sono stati trovati 350 grammi di monili d’oro, ritenuti riconducibili alla truffa appena commessa, insieme a una ricevuta falsa recante la firma dell’anziana. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla legittima proprietaria.

I due indagati devono essere considerati presunti innocenti, nel rispetto dei loro diritti, poiché il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva irrevocabile.

I Carabinieri di Livorno hanno rinnovato l’invito a prestare attenzione alle richieste di sconosciuti, a non aprire la porta di casa a persone non identificate e a diffidare da telefonate che prospettano controlli o pagamenti. In caso di dubbio, il consiglio è di interrompere la conversazione e richiamare il numero ufficiale dell’ente indicato dall’interlocutore, oltre a contattare immediatamente il 112. Le forze dell’ordine ricordano inoltre che anche i numeri telefonici di uffici e caserme possono essere clonati e che sul sito Carabinieri.it sono disponibili indicazioni sulle principali tecniche di truffa.