Il tratto finale del fiume Era, nel punto in cui confluisce nell’Arno, si è trasformato in una distesa verde. In queste settimane estive, la superficie dell’acqua è stata ricoperta in alcuni punti, anche completamente, da una piccolissima specie vegetale di colore verde chiaro, capace di nascondere lo specchio d’acqua e di modificare profondamente l’aspetto del corso fluviale.
Il fenomeno, secondo le informazioni riportate, non sarebbe nuovo. Si manifesta soprattutto durante l’estate, quando la portata può risultare più stagnante e la presenza di una grande quantità di nutrienti favorisce la proliferazione di milioni di piante di dimensioni ridotte. La crescita sarebbe legata anche all’inquinamento. In passato episodi analoghi si erano già verificati nell’Arno, dove la vegetazione veniva indicata dai meno esperti con il nome di paperina.
La presenza più difficile da contenere
La situazione considerata più preoccupante si trova alcune centinaia di metri più avanti, procedendo verso la foce dell’Era. Su entrambe le sponde è comparsa e si è sviluppata rapidamente la Ludwigia peploides subsp. montevidensis, una specie originaria del Sud America conosciuta come erba degli alligatori.
Gli esperti la descrivono come una pianta infestante dalla crescita molto veloce, in grado di formare vere e proprie barriere verdi lungo le rive. La sua diffusione viene ritenuta paragonabile, per invasività, a quella del granchio blu. Il rischio riguarda la possibilità che la specie occupi progressivamente gli spazi lungo il corso d’acqua, rendendo più complessa la gestione dell’area.
Il ritorno delle piogge e l’innalzamento del livello del fiume potrebbero portare via la vegetazione superficiale oggi osservata, la cosiddetta paperina. Più difficile, invece, sarebbe intervenire sull’erba degli alligatori, il cui apparato vegetale potrebbe consolidarsi sulle sponde. La presenza della specie desta preoccupazione perché può alterare sia lo scorrimento delle acque sia l’equilibrio dell’ecosistema fluviale.