Dieci giorni di pellegrinaggio per i giovani della parrocchia di Santa Maria del Rosario di Poggio a Caiano, accompagnati dal parroco don Gianni Gasperini. Dal 5 al 14 agosto il gruppo ha percorso un tratto del Cammino di Santiago, un’esperienza preparata per molti mesi e vissuta come occasione di crescita personale e spirituale.
Prima della partenza, i ragazzi avevano raccolto in chiesa le intenzioni di preghiera dei parrocchiani. Durante il viaggio, quei fogli sono stati depositati davanti alle reliquie dell’apostolo Giacomo, meta del pellegrinaggio in Galizia. A preparare il gruppo era stato anche il capitolo toscano della confraternita di San Giacomo, con sede a Pistoia, che in parrocchia aveva consegnato le credenziali del pellegrino attraverso un breve rito.
La fatica e gli incontri lungo il percorso
Il rito aveva richiamato il significato del pellegrinaggio, considerato non una semplice escursione a piedi ma una rappresentazione del viaggio della vita. Sul percorso, la preparazione fisica e l’equipaggiamento non hanno evitato i disagi: sono comparsi vesciche e dolori alle caviglie e alle ginocchia, insieme alla fatica dei chilometri affrontati giorno dopo giorno.
Tra i momenti più significativi, i giovani ricordano la veglia di preghiera presieduta dal vescovo Augusto e la sosta alla Cruz de Fierro, raggiunta in silenzio. Ai piedi della croce i pellegrini lasciano tradizionalmente un sasso, simbolo delle proprie fatiche e delle domande personali, insieme a un ricordo o a una preghiera per le persone care.
Il gruppo racconta anche gli incontri con gli hospitaleros, tra cui Isabel, che si è occupata dei piedi dei pellegrini, e Kissy, che ha preparato la paella. Altri incontri sono avvenuti con i pellegrini arrivati da Paesi e percorsi diversi, ciascuno con una storia e una ragione personale per essere in viaggio.
L’arrivo nella piazza di Santiago
L’arrivo a Santiago è stato descritto come il momento più emozionante dell’intera esperienza. I ragazzi sono entrati nella piazza cantando; gli altri presenti hanno fatto loro spazio, applaudendo e unendosi ai canti. La commozione ha accompagnato il gruppo, che ha collegato quella gioia alla consapevolezza maturata lungo il percorso.
Nel loro diario, i giovani sottolineano il contrasto tra la lentezza del pellegrinaggio e una quotidianità in cui tutto sembra dover essere immediato e facilmente raggiungibile, comprese le relazioni. Percorrere la strada a piedi, scrivono, significa dare nuovamente valore al tempo, alla pazienza e all’attesa: la meta si raggiunge un passo dopo l’altro, senza scorciatoie.
Il pellegrinaggio si è concluso con l’ingresso nella cattedrale, l’abbraccio alla statua di San Giacomo e la preghiera davanti alle reliquie dell’apostolo. Per i partecipanti, il ringraziamento finale è stato rivolto anche ai doni ricevuti durante il percorso, considerati già visibili mentre la strada veniva affrontata.