Lombardia

La reversione tumorale entra nel confronto scientifico internazionale

Andrea Pensotti ha rappresentato il gruppo della Sapienza al workshop promosso dall’istituto statunitense

La possibilità di riportare una cellula tumorale verso un comportamento benigno senza modificarne il DNA è al centro della reversione tumorale, una linea di ricerca che studia il ruolo dei meccanismi epigenetici e dell’ambiente cellulare. L’ipotesi è che il comportamento maligno non dipenda soltanto dalle alterazioni genetiche, ma anche dal rapporto tra la cellula e il microambiente che la circonda.

Il workshop del National Cancer Institute

Il tema è stato affrontato durante il primo workshop internazionale di grandi dimensioni dedicato alla tumor reversion, organizzato dal National Cancer Institute degli Stati Uniti. L’incontro, promosso dalla Division of Cancer Prevention e dalla Division of Cancer Biology, si è svolto l’1 e 2 giugno 2026 con la partecipazione di esperti di oncologia molecolare e biologia dei sistemi provenienti da diversi centri di ricerca, tra cui Memorial Sloan Kettering Cancer Center, Harvard Medical School, MD Anderson Cancer Center, MIT e Korea Advanced Institute of Science and Technology.

Tra i partecipanti c’era anche Andrea Pensotti, 40 anni, originario di Erba, laureato in Chimica e tecnologie farmaceutiche e autore di un dottorato sulla reversione tumorale conseguito all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il ricercatore ha rappresentato il gruppo guidato da Mariano Bizzarri, direttore del Systems Biology Lab della Sapienza Università di Roma. Secondo il testo, Pensotti è stato l’unico partecipante europeo al workshop.

Una prospettiva ancora preclinica

La reversione tumorale punta a capire se sia possibile modificare il comportamento delle cellule maligne intervenendo sui processi che regolano l’espressione dei geni senza cambiare la sequenza del DNA. Tra i fattori analizzati rientra il microambiente, cioè l’insieme delle condizioni e delle interazioni che circondano la cellula tumorale e possono influenzarne le caratteristiche.

Il gruppo della Sapienza studia da anni il rapporto tra cellule cancerose e microambiente. Secondo quanto comunicato dal team, le attività hanno raggiunto anche la sperimentazione su modelli animali. Sono stati inoltre individuati e brevettati alcuni gruppi di microRNA che avrebbero mostrato risultati promettenti nell’ambito della reversione cellulare. Si tratta tuttavia di risultati ancora da verificare con ulteriori studi, prima di poter ipotizzare un’applicazione clinica sull’uomo.

L’intervento di Pensotti si è concentrato sugli approcci basati sulla biologia dei sistemi, con particolare attenzione ai meccanismi epigenetici e al ruolo del microambiente. Il ricercatore ha inoltre partecipato alla sessione conclusiva di brainstorming, co-moderata con Scott Lowe, chair del workshop e ricercatore del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, dedicata alle priorità della ricerca per i prossimi anni.

La tumor reversion resta quindi una prospettiva di ricerca preclinica e non una terapia disponibile per i pazienti. Il confronto promosso dal National Cancer Institute segnala però l’ingresso del tema nel dibattito internazionale sulle possibili evoluzioni dell’oncologia e sul grado di reversibilità del comportamento delle cellule tumorali.