Comunità in lutto per Rachele Ferrara, donati gli organi

La giovane madre è morta dopo sei giorni di coma seguito a un soffocamento; i familiari hanno autorizzato il prelievo

Comunità in lutto per Rachele Ferrara, donati gli organi

Una folla si è stretta attorno alla famiglia di Rachele Ferrara, la ventottenne morta dopo sei giorni di coma in seguito a un grave episodio di soffocamento. Le esequie sono state celebrate nel pomeriggio nella chiesa della Madonna del Monte, a Marta, dove si sono raccolti parenti, amici e numerosi cittadini.

Durante la cerimonia, don Roberto Fabiani ha riportato il messaggio lasciato dal figlio della giovane madre: “Ti amo per sempre mamma, sei la mia supereroina”. Il parroco ha rivolto parole di conforto ai familiari, ai genitori, alla sorella e soprattutto ai due bambini, attorno ai quali si è stretta l’intera comunità.

Il ringraziamento per la donazione

Nel corso dell’omelia, don Fabiani ha ricordato anche la scelta della famiglia di autorizzare la donazione degli organi. Un gesto presentato come un atto di solidarietà capace di offrire una possibilità ad altre persone in attesa di trapianto. Il sacerdote ha invitato i presenti ad affidarsi alla fede e ha sottolineato che la vita di Rachele proseguirà attraverso quelle donate ad altri pazienti.

Il parroco ha inoltre ricordato Luca Aloisi, il trentenne morto per un malore il 19 agosto dello scorso anno. Rachele ha concluso la sua esperienza terrena nello stesso giorno dell’anniversario della sua scomparsa, un elemento richiamato durante la celebrazione.

Il malore e il trasferimento in ospedale

La tragedia era iniziata il 14 agosto a Capodimonte. Un boccone di bacon aveva ostruito la trachea della giovane, impedendole di respirare. Secondo quanto ricostruito, Rachele era rimasta senza ossigeno per circa venti minuti.

Gli operatori del 118 erano riusciti a riattivare i parametri vitali prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Il prolungato arresto anossico aveva però causato danni cerebrali irreversibili. La ventottenne non si era più risvegliata e, dopo sei giorni, era stata dichiarata la morte cerebrale.

Prima del funerale, sui social erano comparsi numerosi messaggi, fotografie e ricordi dedicati alla giovane. Tra le testimonianze anche quella di una persona in attesa di trapianto, che ha definito la scelta della famiglia un gesto d’amore immenso. Il dolore per la perdita si è così accompagnato alla consapevolezza del valore della donazione, mentre Marta ha dato l’ultimo saluto a una madre di 28 anni scomparsa in circostanze drammatiche.