Nazionale

Patate a tavola, come limitare i picchi glicemici

Abbinamenti, fibre, proteine e raffreddamento possono rendere più graduale l’assorbimento degli zuccheri.

La sonnolenza dopo un pasto abbondante a base di patate può essere associata alle normali oscillazioni della glicemia. Dopo aver mangiato, il glucosio nel sangue aumenta e poi tende a diminuire gradualmente: un processo fisiologico che, in alcune persone, può accompagnarsi a una sensazione di stanchezza. A incidere non è necessariamente l’alimento in sé, ma soprattutto la quantità consumata e il modo in cui viene inserito nel pasto.

Le patate contengono infatti una quantità significativa di amido, un carboidrato complesso che durante la digestione viene trasformato rapidamente in glucosio. Gli zuccheri possono così entrare nel circolo sanguigno con una velocità paragonabile a quella osservata dopo il consumo di pane bianco. Il pancreas reagisce producendo insulina, l’ormone che favorisce il trasferimento del glucosio dal sangue alle cellule e contribuisce a riportare la glicemia ai valori normali.

Attenzione agli abbinamenti nel piatto

Le oscillazioni possono risultare più marcate quando il pasto è molto ricco di carboidrati e povero di altri nutrienti. Un errore frequente consiste nel considerare le patate un semplice contorno e servirle insieme a pasta o riso. In questo modo si sommano più fonti di carboidrati, aumentando il carico glicemico complessivo e la quantità di insulina necessaria per gestire l’aumento degli zuccheri.

Anche mangiare le patate da sole, per esempio lesse e senza altri alimenti, può favorire un assorbimento più rapido. In assenza di nutrienti capaci di rallentare la digestione, lo svuotamento gastrico può procedere più velocemente. Per questo, le patate dovrebbero essere considerate la principale fonte di carboidrati del pasto, in sostituzione di pane o pasta, e non un’aggiunta a queste pietanze.

Per rendere più graduale l’ingresso del glucosio nel sangue, è utile comporre un piatto completo. Alla porzione di patate si possono affiancare verdure ricche di fibre, come quelle a foglia verde o gli ortaggi crudi, una fonte di proteine magre, tra cui pesce, uova, legumi e carni bianche, e un grasso sano come l’olio extravergine d’oliva a crudo. Fibre, proteine e grassi contribuiscono a rallentare lo svuotamento gastrico e i tempi della digestione.

Cottura e raffreddamento possono incidere

Anche il metodo di preparazione può avere un ruolo. La cottura al vapore o la lessatura, mantenendo quando possibile la buccia edibile, consente di preservare una parte delle fibre presenti nel tubero. Un ulteriore passaggio consiste nel lasciare raffreddare le patate cotte in frigorifero per alcune ore prima di consumarle.

Durante il raffreddamento, una parte dell’amido modifica la propria struttura e diventa amido resistente. Questa forma non viene digerita completamente dall’organismo e si comporta in modo simile alle fibre solubili. Il processo può ridurre l’impatto sulla glicemia e contribuire al nutrimento della flora batterica intestinale. Le patate possono anche essere intiepidite prima di essere servite.