La comunità di Vicofaro si è riunita attorno al sagrato di Santa Maria Maggiore per la messa celebrata dal vescovo Augusto Mascagna. La funzione è arrivata dopo la decisione del Dicastero per il Clero in Vaticano, che ha respinto il ricorso canonico presentato da don Massimo Biancalani e ha confermato la sua rimozione formale dalle parrocchie di Vicofaro e Ramini, già avviata dalla Diocesi di Pistoia.
Alla celebrazione ha partecipato anche il sindaco Giovanni Capecchi, che ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale alla comunità parrocchiale. Per il primo cittadino, la ripresa delle messe e delle celebrazioni rappresenta un passaggio importante per il futuro di Vicofaro, dopo gli anni segnati dall’attività di accoglienza promossa da don Biancalani.
Il bilancio sull’esperienza di Vicofaro
Capecchi ha riconosciuto il valore del principio da cui era partito il progetto, cioè l’accoglienza di migranti e persone provenienti da contesti di guerra, povertà e miseria. Secondo il sindaco, però, l’iniziativa è cresciuta in modo inatteso, fino a diventare in parte difficile da gestire. Don Biancalani, ha osservato, si sarebbe trovato solo a governare una situazione aumentata progressivamente.
Nel suo intervento, il sindaco ha parlato anche di una responsabilità politica. A suo giudizio, la politica è stata assente attorno al sacerdote e avrebbe potuto contribuire a evitare che l’esperienza arrivasse a una situazione così complessa. Il tema, ha aggiunto, non riguarda più soltanto Vicofaro, ma coinvolge anche Ramini, dove la diocesi sta valutando una soluzione per la parrocchia di San Niccolò.
Il punto centrale indicato da Capecchi è il superamento della concentrazione di molte situazioni difficili in un unico luogo. Dall’esperienza di Vicofaro, secondo il primo cittadino, è emersa la necessità di un modello più distribuito e sostenibile, capace di tutelare le persone accolte, la città e la comunità locale. Per questo il Comune intende lavorare con la diocesi, le associazioni e il terzo settore.
Il futuro della parrocchia di Ramini
L’obiettivo, nelle parole del sindaco, è costruire a Ramini una realtà gestibile, sostenuta da una rete attorno alle persone accolte e orientata al loro inserimento nel tessuto sociale. La Diocesi di Pistoia ha confermato che è allo studio una soluzione per la parrocchia di San Niccolò, con il duplice obiettivo di custodire l’esperienza di accoglienza dei migranti e garantire in tempi brevi la cura pastorale della comunità.
Alla celebrazione erano presenti anche il consigliere comunale del Partito Democratico Tommaso Braccesi e Marco Baldassarri, esponente della destra pistoiese. Braccesi ha ricordato il ruolo svolto negli anni dalla Diocesi e dalla Caritas, che avrebbero continuato a sostenere i ragazzi ospitati a Vicofaro. Baldassarri ha invece espresso apprezzamento per l’operato del nuovo vescovo e per la prospettiva di ristabilire rapporti più ordinati tra la comunità e la parrocchia.