Sigfrido Ranucci è stato accolto dagli applausi di circa un migliaio di persone al Centro Congressi di Lavarone, in Trentino. L’incontro ha rappresentato la sua prima uscita pubblica dopo la confessione di Lavitola e si è svolto nell’ambito della rassegna Incontri d’autore, dove il giornalista era atteso per parlare anche del suo libro.
Dal palco Ranucci ha definito «vergognoso» l’attacco che, a suo giudizio, starebbe subendo. Sollecitato sull’inchiesta che coinvolge Lavitola, ha però scelto di non entrare nel merito della vicenda. «Sto bene quando sono tra la mia gente, ma dell’inchiesta non parlo per rispetto dei giudici», ha detto davanti al pubblico riunito al Centro Congressi.
Il futuro in Rai
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della possibile sostituzione di Ranucci in Rai. Alla domanda sulle intenzioni dell’azienda, il giornalista ha risposto senza esprimere una valutazione sull’eventuale decisione: «L’azienda può fare quello che vuole, è l’azienda». La dichiarazione arriva nel quadro delle tensioni richiamate durante la serata, ma il testo non fornisce ulteriori elementi sulle ipotesi organizzative o sui tempi di un eventuale avvicendamento.
Un altro passaggio ha riguardato l’iniziativa della presidente della commissione antimafia, che secondo quanto riferito vorrebbe ridurre la scorta assegnata a Ranucci. Il giornalista ha contestato questa possibilità con una replica netta: «Non può farlo!». Anche su questo punto, durante l’appuntamento trentino, non sono stati riportati ulteriori dettagli sulle procedure o sulle motivazioni alla base dell’iniziativa.
Le spese di Report
Ranucci ha poi commentato la pubblicazione, da parte de Il Tempo, degli stipendi della squadra di Report. Ha definito «vergognosa» la diffusione del documento e ha sostenuto che le cifre rese pubbliche non corrisponderebbero soltanto agli stipendi, ma comprenderebbero anche diverse voci di spesa.
Nel dettaglio, ha citato trasferte all’estero, montaggio e grafica come costi inclusi negli importi pubblicati. Ranucci ha inoltre criticato il fatto che il documento sarebbe stato fatto uscire dall’interno della Rai, parlando di un passaggio «vergognoso». La ricostruzione riportata nell’incontro non contiene, tuttavia, una verifica indipendente delle cifre né una replica dell’editore o dell’azienda alle sue dichiarazioni.
Nel difendere il lavoro della redazione, Ranucci ha descritto Report come «una delle trasmissioni più virtuose» e ha paragonato il rapporto tra il programma e la Rai a quello tra il Giubileo e il papa. Ha infine indicato in 159 mila euro il costo di ogni puntata, cifra presentata come elemento a sostegno dell’efficienza del programma. Prima dell’intervento, al giornalista era stato consegnato un cesto di formaggi locali.