Il costo dell’inserimento degli anziani non autosufficienti nelle Residenze sanitarie assistenziali sta diventando una criticità per molte famiglie del territorio. A sollevare il tema è Orlando Rinaldi, segretario provinciale del Partito Socialista Italiano, che descrive l’impatto delle rette sul ceto medio della provincia di Varese e chiede un intervento della Regione sulla copertura delle quote sanitarie.
Rette fino a 3.500 euro al mese
Secondo quanto riferito dal rappresentante del PSI, le tariffe mensili applicate dalle strutture della provincia oscillano tra 2.000 e 3.500 euro. Si tratta di importi difficili da sostenere per le persone con redditi e pensioni medi, che spesso non rientrano nei criteri per accedere ai sussidi comunali ma non dispongono delle risorse necessarie per coprire integralmente la spesa.
La situazione, sostiene Rinaldi, rischia di trasformarsi in una crisi economica per il ceto medio. Le famiglie si trovano infatti a dover affrontare costi rilevanti per garantire l’assistenza a persone anziane che non possono più vivere in autonomia, in un contesto nel quale l’offerta residenziale assume un peso crescente nella rete dei servizi sociali e sanitari.
Le cause dei rincari e le proposte
Tra i fattori che avrebbero contribuito all’aumento delle rette vengono indicati l’inflazione, i rincari dell’energia e la crescita delle spese legate alla gestione del personale. A questi elementi si aggiunge, secondo il PSI, il tema del sottofinanziamento della quota sanitaria regionale, cioè la parte dei costi che dovrebbe essere sostenuta dal sistema sanitario regionale.
La questione si inserisce in una provincia interessata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle situazioni di cronicità e non autosufficienza. In questo scenario, le RSA rappresentano un componente sempre più importante dei servizi rivolti agli anziani e alle loro famiglie, ma il livello delle rette può rendere l’accesso problematico per una parte della popolazione.
Per riequilibrare il sistema, il Partito Socialista propone innanzitutto un incremento dei budget regionali destinati alla copertura delle quote sanitarie, con l’obiettivo di favorire lo scorrimento delle liste d’attesa per i posti letto convenzionati. Tra le richieste figura anche una revisione dei criteri di compartecipazione alla spesa.
In particolare, il PSI propone di calcolare la retta sulla base del reddito effettivo, anziché del patrimonio familiare, così da tutelare maggiormente le fasce intermedie. Rinaldi chiede inoltre un piano straordinario per il welfare e il rafforzamento della sanità territoriale, considerando la non autosufficienza una responsabilità collettiva.