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Italia, impresa storica a Birmingham: il medagliere si vince in volata

La 4x400 conquista l’oro e regala agli azzurri il secondo medagliere consecutivo: dieci ori, sei argenti e sei bronzi

Italia, impresa storica a Birmingham: il medagliere si vince in volata

Sembrava impossibile inventare un finale più spettacolare. E invece l’Italia ha conquistato il medagliere degli Europei di Birmingham 2026 proprio all’ultima curva, nell’ultima gara delle 50 in programma e per appena tre centesimi di secondo. Una manciata di millesimi che ha fatto la differenza tra la festa azzurra e quella dei padroni di casa, trasformando la 4×400 maschile in una staffetta dal valore doppio: oro europeo e, soprattutto, vittoria nel medagliere.

Gli azzurri hanno chiuso la rassegna con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi, davanti alla Gran Bretagna, ferma a 9 ori, 8 argenti e 2 bronzi. È la seconda vittoria consecutiva dell’Italia nel medagliere dopo quella di Roma 2024, un risultato che assume un peso enorme per la continuità dimostrata dal movimento.

E non è finita qui. L’Italia ha conquistato anche la classifica a punti, quella che considera tutti i finalisti dal primo all’ottavo posto: 226 punti contro i 211,5 dei britannici. Sono stati 45 i finalisti azzurri, esattamente come due anni fa a Roma, nonostante questa volta le gare fossero tre in più.

Quei tre centesimi che valgono oro

Il capolavoro è arrivato nella staffetta del miglio. 2’59”16 per l’Italia, 2’59”19 per la Gran Bretagna. Tre centesimi, appunto. Tre centesimi difesi sul rettilineo finale da Lorenzo Benati, 23enne romano, protagonista di una frazione da autentico eroe.

Alle sue spalle Charles Dobson spingeva forte, ma Benati non ha ceduto di un centimetro. Il britannico ha provato fino all’ultimo a superarlo, senza riuscirci. Quando il traguardo è arrivato, la festa azzurra è esplosa.

Prima di lui avevano costruito il capolavoro Edoardo Scotti, autore di una frazione da 46”5 partendo dai blocchi, Luca Sito, scatenato in 44”4, e il giovanissimo Mohamed Soudassi, appena 19 anni, capace di correre in 44”6. Poi è toccato a Benati, che ha chiuso in 44”66.

Un quartetto che aveva già lasciato il segno venerdì mattina, quando aveva portato il record italiano a 2’58”10, cancellando un primato che resisteva da cinque anni.

«Gli abbiamo rovinato la festa»

La tensione era enorme perché gli azzurri sapevano perfettamente cosa ci fosse in palio.

«Avevo detto agli inglesi che ci saremmo giocati il medagliere: gli abbiamo rovinato la festa», ha raccontato Scotti.

Sito ha invece spiegato di aver corso nonostante un problema fisico: «Sono mezzo inciampato prendendo un calcione. Sono comunque riuscito a finire la frazione e dopo una botta così non era scontato».

E proprio Sito aveva previsto che la Gran Bretagna avrebbe potuto pagare qualcosa nel finale: «Sapevo che gli inglesi, nel finale, avrebbero pagato».

Poi Soudassi, protagonista di una frazione straordinaria alla sua prima grande occasione: «È stata una gara incredibile. Ringrazio i miei compagni».

L’ultima parola è spettata a Benati, quello che ha dovuto difendere il tesoro fino alla linea d’arrivo: «Sapevamo che la vittoria della gara sarebbe valsa quella del medagliere. Ho seguito tutte le frazioni e quando è stato il mio turno mi sono detto: “Adesso tocca a me”».

E adesso dovrà rispettare anche una scommessa: «Per una scommessa dovrò rasarmi a zero e tuffarmi nel canale».

Una squadra, tante punte

Il trionfo di Birmingham non nasce però soltanto dalla staffetta. È il risultato di una Nazionale profonda, competitiva e capace di raccogliere medaglie in discipline molto diverse.

Nella mattinata erano arrivati due argenti dalla maratona. Il primo grazie a Pietro Riva, autore di una splendida volata finale e secondo in 2h09’18”, a soli sette secondi dal tedesco Amanal Petros.

L’altro argento è arrivato dalla squadra femminile, trascinata da Rebecca Lonedo, sesta, Sofiia Yaremchuk, settima, e Giovanna Epis, 21ª. Un risultato costruito sulla somma delle prestazioni e sulla solidità del gruppo.

Anche la 4×400 femminile sul podio

In serata è arrivato anche il bronzo della 4×400 femminile, con il quartetto formato da Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro.

Bonora ha lanciato la staffetta con una frazione da 52”0, Polinari ha corso in 50”2, Mangione in 50”8 e Coiro ha chiuso in 50”57.

Per tutte e quattro è stato il quarto impegno nell’arco di una settimana, tra gare individuali e staffette. Un ulteriore segnale della profondità della spedizione azzurra.

L’Italia adesso è la squadra da battere

Birmingham consegna dunque un’immagine precisa dell’atletica italiana: non più soltanto capace di produrre exploit individuali, ma competitiva a livello complessivo e in grado di reggere la pressione anche quando tutto si decide all’ultimo istante.

Dopo Roma 2024, arriva Birmingham 2026. Due medaglieri europei consecutivi conquistati dall’Italia non sono più una coincidenza.

Tra due anni la rassegna continentale si sposterà a Chorzow, in Polonia. E questa volta, quando si presenterà ai blocchi, sarà l’Italia ad avere il bersaglio sulla schiena.