Toscana

Fials proclama lo stato di agitazione per il personale sanitario

Carenze denunciate all’azienda: richiesti interventi urgenti nelle strutture penitenziarie.

La Fials provinciale di Livorno ha proclamato lo stato di agitazione nei confronti dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest. La decisione arriva dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura e apre una vertenza sulle condizioni di lavoro e sul reclutamento del personale sanitario e sociosanitario. Il sindacato annuncia la preparazione di iniziative di mobilitazione da attuare nei prossimi mesi.

Secondo la Fials, una delle principali criticità riguarda la mancata approvazione del Piano attuativo locale da parte dell’azienda sanitaria. L’assenza di un quadro di programmazione definito, sostiene l’organizzazione, avrebbe prodotto uno squilibrio tra l’impiego del personale e l’aumento delle attività richieste. Sull’ospedale di Livorno sono infatti concentrati diversi servizi, tra cui il centro per la somministrazione degli antiblastici, il centro trasfusionale e di aferesi, l’endoscopia e le malattie infettive. A questi si aggiunge l’apertura di nuovi servizi, come le Case di comunità e l’Ospedale di comunità.

La situazione nel carcere Le Sughere

Nel comunicato, il sindacato segnala inoltre una situazione definita di emergenza nella Casa circondariale Le Sughere. Dopo i trasferimenti dal carcere fiorentino di Sollicciano, la popolazione detenuta sarebbe aumentata di oltre cento unità, superando quota 300 persone. Il personale infermieristico in servizio è composto da 17 operatori, quattro dei quali lavorano nella Casa di reclusione di Gorgona, dove la permanenza media è di circa una settimana.

Per la Fials, l’incremento della popolazione carceraria e le mutate condizioni logistiche hanno allungato i tempi necessari per le prestazioni assistenziali, rendendo più complessa la gestione delle attività e causando frequenti ritardi nell’uscita dal lavoro. L’organizzazione lamenta che, a fronte dell’aumento degli ingressi, la direzione dell’azienda sanitaria non avrebbe adottato un adeguamento dell’organico in grado di considerare le caratteristiche della nuova utenza, comprese la presenza di patologie più complesse e di natura psichiatrica.

Le richieste del sindacato

La Fials collega la carenza di personale anche alle condizioni di sicurezza degli operatori, sottoposti a una maggiore pressione psicologica e chiamati a gestire possibili cambiamenti nell’organizzazione interna del penitenziario. Il sindacato richiama inoltre problemi strutturali già segnalati nella Casa di reclusione: nella medicheria e negli ambulatori, riferisce, si verificherebbero infiltrazioni d’acqua e temperature non sostenibili.

La richiesta ritenuta prioritaria è l’aumento immediato del numero degli infermieri assegnati alla struttura. La Fials sollecita l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest a intervenire sia sul reclutamento sia sulle condizioni ambientali e strutturali dei luoghi di lavoro, richiamando gli obblighi del datore di lavoro in materia di tutela dell’integrità fisica e morale dei dipendenti. L’organizzazione chiede infine un impegno alle istituzioni locali e regionali e ai parlamentari della provincia di Livorno per affrontare una situazione che, a suo giudizio, presenta caratteristiche sempre più emergenziali.