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Iapichino, l’oro che chiude il cerchio e conquista Birmingham

Dopo il record italiano di Eugene, la figlia di Fiona May si prende anche il titolo europeo e regala all’Italia un altro oro pesantissimo

Iapichino, l’oro che chiude il cerchio e conquista Birmingham

C’è un momento in cui il talento smette di essere soltanto una promessa e diventa certezza. Per Larissa Iapichino quel momento è arrivato a Birmingham, nel giorno in cui la figlia di Fiona May ha conquistato il titolo europeo del salto in lungo con una misura di 7 metri esatti. Un successo costruito più con la testa che con la perfezione tecnica, arrivato al termine di una finale tesissima e soprattutto dopo un mese e mezzo che ha cambiato definitivamente il suo status.

A Eugene, poco più di un mese fa, Larissa aveva saltato 7,12 metri, togliendo alla mamma il record italiano che resisteva da quasi 28 anni. A Birmingham ha aggiunto il titolo continentale, dimostrando una volta per tutte di saper reggere la pressione quando la posta in palio è altissima. A 24 anni, Iapichino è ormai una saltatrice di assoluto livello internazionale.

«Momento magico», sono state le sue prime parole dopo il trionfo. E la festa è stata ancora più bella per il modo in cui è arrivata: le rivali si sono strette attorno a lei, l’hanno abbracciata e celebrata. Un’immagine che racconta non soltanto l’atleta, ma anche una ragazza capace di conquistare l’affetto di chi le sta intorno.

Sette metri al primo colpo

Sugli spalti dell’Alexander Stadium c’era una piccola fetta della famiglia Iapichino. Da Derby, città legata alla storia di mamma Fiona e distante circa un’ora da Birmingham, sono arrivati parenti e amici. Da Londra anche lo zio Alex, fratello di Gianni Iapichino, papà e allenatore di Larissa. Dall’Italia è arrivata invece la sorellina Anastasia.

Tutti avevano acquistato il biglietto con largo anticipo. E tutti hanno avuto motivo di festeggiare.

Larissa è entrata in pedana con sguardo concentrato e atteggiamento deciso, lasciando subito il segno. La tedesca Malaika Mihambo, campionessa europea uscente e prima favorita, ha aperto con 6,94 (+3.3). La risposta dell’azzurra è stata immediata: 7,00 metri (+2.1).

Una misura che, con vento appena oltre il limite regolamentare, non poteva essere omologata come record, ma che sarebbe bastata per consegnarle l’oro.

Una finale sul filo

Il vento favorevole ha accompagnato praticamente tutta la gara, rendendo ancora più complicata la gestione delle rincorse. Iapichino non è però riuscita a migliorare la misura d’apertura: nei tentativi successivi è arrivato prima un nullo, poi 6,93 per Mihambo, mentre alle spalle dell’azzurra la concorrenza si faceva sempre più minacciosa.

Hilary Kpatcha ha raggiunto 6,98, Jazmin Sawyers 6,96 e Agate De Sousa 6,96. La stessa Mihambo rimaneva in corsa con il 6,94 iniziale.

Alla quarta prova Larissa ha saltato 6,71, mentre Sawyers è salita a 6,99 (+2.2) facendo esplodere un Alexander Stadium tutto esaurito. Il quinto salto dell’italiana, 6,80, non ha cambiato la situazione.

Tutto si sarebbe deciso negli ultimi tentativi.

L’ultimo giro è da brividi

Mihambo si è fermata a 6,84, De Sousa a 6,89, mentre Kpatcha è arrivata a 6,79. La britannica Sawyers, che agli Europei indoor di Istanbul 2023 aveva beffato Larissa proprio per tre centimetri, aveva ancora la possibilità di ribaltare tutto.

Il suo ultimo salto è stato però di 6,92.

Non abbastanza.

Larissa Iapichino era campionessa d’Europa.

Il salto finale, effettuato ormai a titolo acquisito, è stato soltanto una formalità e si è chiuso a 5,94. Ma non serviva altro. La misura decisiva era già lì, quel 7,00 del primo tentativo che aveva resistito fino alla fine.

Anche mamma Fiona deve aspettare

Il titolo europeo ha un significato particolare anche per la storia familiare. Fiona May, monumento del lungo italiano e mondiale, aveva conquistato un bronzo a Helsinki 1994 e un argento a Budapest 1998, ma non era mai riuscita a vincere l’oro continentale.

Larissa ci è riuscita proprio nella terra che ha un legame speciale con la madre.

«Mamma non aveva vinto questo titolo… L’oro è arrivato nella terra proprio di mamma, ha un valore speciale».

E il primo abbraccio è arrivato da una delle sue rivali più importanti, proprio Mihambo, da sempre un riferimento per Iapichino. Un gesto sincero, seguito dalle congratulazioni delle migliori della finale.

«Sawyers? Siamo 1-1»

Larissa non nasconde però di non aver disputato la gara perfetta: «Non è stata la gara che volevo. Io pretendo moltissimo da me stessa. Dopo il primo salto speravo di migliorare, con le rincorse ho bisticciato ma va bene così».

Eppure il risultato vale tantissimo: «Erano assenti giusto 3-4 atlete, ma questo Europeo valeva un Mondiale».

Poi la rivincita personale con Sawyers, protagonista di uno dei ricordi più fastidiosi della sua carriera: «L’inglese Sawyers mi aveva battuto per 3 centimetri a Istanbul, io stavolta l’ho superata di 1. Siamo 1-1 e palla al centro, le ho detto. È il bello dello sport».

Una battuta che racchiude perfettamente lo spirito di questa finale.

Un oro che vale anche per l’Italia

Il trionfo di Iapichino è arrivato proprio in chiusura di rassegna e ha avuto un peso determinante nella corsa dell’Italia al vertice del medagliere europeo. Un altro oro pesantissimo per una Nazionale protagonista e per una ragazza che, dopo aver raccolto il testimone dalla madre, ha ormai cominciato a scrivere una storia tutta sua.