Lombardia

Rimpatri ed espulsioni dopo i controlli della Questura

Due accompagnamenti oltre confine e verifiche su persone prive di regolare permanenza

L’Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo ha eseguito diversi provvedimenti di espulsione e rimpatrio nei confronti di persone irregolari sul territorio nazionale. Per due cittadini stranieri è stato disposto l’accompagnamento in un centro per il rimpatrio, mentre altri provvedimenti hanno previsto il trasferimento direttamente alla frontiera.

Il primo destinatario della misura è un cittadino marocchino, rintracciato dalla Polfer di Bergamo. A suo carico risultavano precedenti per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, con contestuale divieto di avvicinamento, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo è un cittadino del Bangladesh, già coinvolto in procedimenti per violenza sessuale dopo le denunce presentate da due giovani donne. L’uomo era inoltre destinatario di misure di prevenzione disposte dal Questore.

Le misure eseguite

Nella stessa giornata dell’11 agosto è stato rimpatriato anche un cittadino filippino con precedenti per adescamento di minorenni. Le misure rientrano nell’attività dell’ufficio della Questura dedicata alla verifica della posizione degli stranieri presenti sul territorio e all’esecuzione dei provvedimenti adottati dalle autorità competenti.

Il giorno successivo, la Polizia di Stato ha svolto un servizio straordinario di controllo del territorio a Dalmine, con la collaborazione dei Carabinieri della locale stazione e della Polizia Locale. L’intervento era inserito nelle attività di contrasto all’immigrazione irregolare. Durante le verifiche sono state rintracciate due cittadine albanesi, risultate irregolari dopo la presentazione, ritenuta fraudolenta e reiterata, di richieste di permesso di soggiorno in assenza dei requisiti previsti dalla legge.

Le due donne sono state accompagnate all’Ufficio Immigrazione della Questura. Nei loro confronti il Prefetto di Bergamo ha emesso un decreto di espulsione con accompagnamento alla frontiera. Il provvedimento è stato quindi eseguito secondo le procedure previste per i cittadini stranieri privi dei presupposti per la permanenza sul territorio nazionale.

L’ispezione nel centro massaggi

L’attività è proseguita in un’altra zona di Dalmine, dove gli operatori hanno ispezionato un centro massaggi. Nel corso dell’intervento sono state identificate tre cittadine cinesi. Una di loro era sprovvista di documenti ed è stata accompagnata in Questura per gli accertamenti necessari a verificarne l’identità e la regolarità della posizione.

Per quest’ultima persona sono tuttora in corso gli ulteriori accertamenti da parte delle autorità. L’operazione ha coinvolto più corpi e si è concentrata sia sull’esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio già adottati sia sull’identificazione di persone la cui posizione amministrativa deve essere ancora verificata.