Ci sono città che restano legate alle ferite e altre che, con il tempo, imparano a raccontare una storia diversa. Per Simona Quadarella Parigi è diventata finalmente la città della rinascita, il luogo in cui cancellare le delusioni di due anni fa e tornare a sentirsi padrona della scena. Dopo gli ori negli 800 e nei 1500 stile libero, la romana ha completato una straordinaria tripletta europea conquistando anche i 400, la gara nella quale alla vigilia era più difficile immaginarla sul gradino più alto del podio.
All’Olympic Aquatics Centre l’azzurra ha nuotato in 4’01”34, nuovo record dei campionati, precedendo la tedesca Isabel Gose, argento in 4’02”41, e l’altra tedesca Maya Werner, bronzo in 4’03”73. Un successo costruito senza lasciarsi prendere dalla fretta e deciso proprio quando sembrava che la gara potesse sfuggirle.
La zampata negli ultimi 50 metri
Quadarella ha scelto di aspettare, di restare agganciata alle avversarie e di conservare energie per il finale. Poi, nell’ultima vasca, ha cambiato marcia: 29”28 negli ultimi 50 metri, una progressione che le ha permesso di ribaltare definitivamente gli equilibri e prendersi un oro tutt’altro che scontato.
«È un oro speciale, tra i più speciali. Me la sono vista brutta. Ho cercato di aspettare il più possibile, anche se a un certo punto non pensavo di vincere». Una strategia trasformata in una rimonta perfetta proprio nel momento decisivo: «Gli ultimi 50 non si preparano: dai tutto quello che hai. Non me l’aspettavo neanche io».
È forse questa la fotografia più bella della nuova Quadarella: una campionessa che non ha più paura di uscire dalla propria comfort zone, che ha imparato a fidarsi delle proprie sensazioni e che, quando serve, sa anche trasformarsi in una velocista.
Undici ori: nessuna azzurra come lei
La tripletta continentale non è una novità per Simona, che aveva già realizzato l’impresa a Glasgow nel 2018 e a Budapest nel 2021. Ma quella di Parigi ha un significato particolare, anche per il peso della storia.
Con questo successo, infatti, Quadarella è salita a undici medaglie d’oro individuali agli Europei in vasca lunga, superando Emiliano Brembilla, fermo a quota dieci, e diventando così la primatista assoluta italiana.
«Ero una bambina nel 2018. Adesso ho una consapevolezza diversa». Una consapevolezza che le ha permesso anche di affrontare con occhi nuovi una distanza che per anni sembrava non appartenerle completamente: «Nei 400 non riuscivo ad esprimermi bene, ora ho trovato la chiave giusta per farlo e forse l’anno prossimo li nuoterò pure ai Mondiali».
La nuova Simona
Dietro questa trasformazione non c’è soltanto il lavoro in piscina. Quadarella ha raccontato una crescita personale che negli ultimi mesi l’ha portata a diventare più autonoma, più sicura e soprattutto più consapevole del proprio valore.
«Mi sento molto più indipendente. Su tanti punti di vista. E secondo me questa indipendenza personale poi alla fine mi ha permesso di capire che non ho bisogno di niente, di nessuno. Mi dico: puoi contare su di te».
Anche l’esperienza australiana ha avuto un ruolo importante. All’inizio dell’anno Simona ha trascorso un lungo periodo lontano da casa, allenandosi con Lani Pallister e confrontandosi quotidianamente con una realtà completamente diversa: «Quando sono andata a inizio anno in Australia non avevo mai lasciato casa per così tanto tempo. E ora mi sento molto più sicura di me stessa».
Un’esperienza che ha lasciato qualcosa, senza però cambiare le sue certezze: «L’Australia è stata importante e non nego di aver pensato di rifarlo, però continuo a pensare che quello che faccio a casa sia meglio per me».
Parigi, da incubo a paradiso
E poi c’è proprio Parigi. La città dei due quarti posti olimpici del 2024, delle aspettative deluse e di una delle pagine più difficili della sua carriera, è diventata ora il teatro della sua rinascita.
Tre ori nello stesso Europeo, una prestazione da record e un altro pezzo di storia del nuoto italiano. «Adesso è tra le mie città preferite», ha ammesso sorridendo.
Una seconda occasione che Quadarella ha saputo sfruttare fino in fondo, trasformando i ricordi più dolorosi in una delle sue settimane più belle.
«Siamo una Nazionale agguerrita»
Il successo di Simona si inserisce inoltre in un Europeo particolarmente positivo per il movimento femminile italiano. L’azzurra ha voluto sottolineare la forza di un gruppo nel quale esperienza e talento emergente sembrano trovare il giusto equilibrio.
«Siamo una bella Nazionale piena di donne super agguerrite, l’abbiamo dimostrato e possiamo crescere ancora. Io magari non tantissimo, però ci sono tante giovani come Sara, che è stata incredibile in questi giorni, e anche qualche “anziana” come me».
Un mix che, secondo Quadarella, può permettere all’Italia di guardare con ambizione anche al panorama internazionale: «Abbiamo dato un bel segnale anche a livello mondiale».
Ora il mare, poi si penserà al futuro
Adesso, però, è arrivato il momento di spegnere i riflettori. Dopo settimane di allenamenti, gare, tensione e medaglie, Quadarella vuole soltanto concedersi una pausa.
«Ora relax, però non dico niente». Qualche giro in barca, lontano da tutto: «In alto mare, diciamo».
Il resto può aspettare. Prima c’è da godersi una tripletta che profuma di storia, l’ennesimo capitolo di una carriera già straordinaria e una Parigi che, finalmente, non fa più male.