Comitati contro Talete: resta il nodo dell’acqua all’arsenico

Le associazioni contestano misure su fatture e assistenza agli utenti nei centri coinvolti.

Il comitato Non ce la beviamo e l’associazione Abaco tornano a contestare la gestione dell’acqua con presenza di arsenico in diversi territori della Tuscia. Al centro della loro posizione ci sono le iniziative annunciate da alcuni Comuni, tra cui Sutri, per agevolare gli utenti alle prese con le fatture della cosiddetta prima immissione.

Secondo le due realtà, gli interventi previsti non affrontano il problema principale, che viene individuato nella qualità dell’acqua distribuita. La sospensione delle indennità di mora e l’attivazione di punti di assistenza per consentire agli utenti di discutere gli importi delle bollette vengono considerate misure insufficienti rispetto alle criticità segnalate sul servizio.

La contestazione sulla gestione delle bollette

Nel mirino dei comitati finiscono in particolare Talete e i Comuni, accusati di tentare di spostare l’attenzione dalle responsabilità legate alla situazione dell’acqua. A loro giudizio, la comunicazione sulle agevolazioni rischierebbe di far apparire sotto controllo una vicenda che, invece, resterebbe irrisolta.

La presa di posizione riguarda diversi centri della provincia, da Bassano Romano a Sutri, passando per Ronciglione, Viterbo e Castiglione in Teverina. I comitati sostengono che una questione con ricadute sulla salute pubblica e sulla qualità del servizio venga trattata soprattutto come un problema amministrativo legato alla gestione degli importi richiesti agli utenti.

Tra le criticità indicate figurano un servizio ritenuto non adeguato alle indicazioni scientifiche, il recapito tardivo delle bollette e il calcolo presuntivo dei consumi. In questo quadro, la discussione sulla morosità viene definita dai promotori della protesta un paradosso, perché riguarderebbe utenti chiamati a pagare per un servizio che, secondo la loro ricostruzione, non rispetterebbe pienamente gli standard attesi.

La vicenda resta quindi legata a due piani distinti: da una parte le modalità di pagamento delle fatture e l’assistenza agli utenti, dall’altra la qualità dell’acqua e le soluzioni per superare la presenza di arsenico. Su quest’ultimo aspetto, i comitati chiedono che il confronto non venga limitato alla gestione delle bollette, ma si concentri sulle condizioni del servizio nei territori interessati.