Sono due i contagi da West Nile Virus registrati nella Tuscia. Il secondo caso si è verificato tra la scorsa settimana e quella in corso, andando ad aggiungersi al primo episodio segnalato prima di martedì 5 agosto. I dati sull’andamento dell’infezione nella provincia sono riportati nel bollettino dell’Istituto superiore di sanità, emanato tre giorni fa rispetto alla pubblicazione delle informazioni.
I sintomi e la trasmissione
Le due persone risultate positive hanno manifestato sintomi febbrili, accompagnati da dolori muscolari e spossatezza. Secondo le indicazioni riportate nel bollettino, questi disturbi si presentano in circa il 20 per cento dei casi di infezione trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzare infette, soprattutto appartenenti al genere Culex. Nell’80 per cento dei casi, invece, il contagio non provoca sintomi.
Il virus viene veicolato in particolare durante i mesi estivi e autunnali dagli uccelli migratori. Il rischio di trasmissione aumenta nelle aree in cui sono presenti acque stagnanti, condizioni che favoriscono la riproduzione delle zanzare. Tra le precauzioni indicate figurano l’eliminazione dei ristagni d’acqua nei giardini e l’utilizzo di repellenti.
Il quadro nel Lazio e in Italia
Nel Lazio i casi complessivi sono saliti a 35: 16 riguardano la provincia di Roma, altrettanti quella di Latina, due il Viterbese e uno il Frusinate. Non risultano invece casi nella provincia di Rieti.
A livello nazionale, dall’inizio dell’anno al 12 agosto, sono stati segnalati 226 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo, rispetto ai 141 del bollettino precedente. Tra questi figurano 102 casi nella forma neuro-invasiva, compreso un caso importato dalle Maldive, 38 infezioni asintomatiche individuate tra donatori di sangue e 86 casi di febbre, incluso un contagio importato dal Burkina Faso.
Tra i casi confermati sono stati notificati 7 decessi, uno dei quali collegato a un caso importato. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche otto casi di Usutu virus: cinque in Lombardia e uno ciascuno in Emilia, Marche e Lazio.