Matteo Piantedosi presenta il rapporto sulla sicurezza relativo ai primi sei mesi del 2026 e rivendica un andamento positivo per l’Italia. Secondo il dossier del ministero dell’Interno, si registra un calo generalizzato dei reati, compresi quelli considerati a maggiore allarme sociale: omicidi, violenze sessuali, furti e rapine. Il ministro sostiene che il Paese si confermi tra i luoghi più sicuri al mondo, pur sottolineando che i risultati raggiunti non devono portare ad abbassare la guardia.
Nel documento vengono indicati anche una diminuzione degli sbarchi di migranti irregolari e il raddoppio dei rimpatri. Per Piantedosi, questi dati dimostrerebbero l’efficacia delle azioni adottate dal governo guidato da Giorgia Meloni. Il titolare del Viminale collega il miglioramento anche al piano di assunzioni nelle Forze di polizia, definito il più imponente degli ultimi anni, con l’obiettivo di coprire il turnover e aumentare gli organici con personale più giovane.
Controllo del territorio e prevenzione
Una parte del rapporto è dedicata all’attività quotidiana degli operatori dell’ordine pubblico e al diritto di manifestare, che il ministro afferma essere garantito con equilibrio e professionalità nonostante le aggressioni denunciate contro gli agenti. Il controllo del territorio, si legge nel dossier, è stato rafforzato attraverso le operazioni ad alto impatto e l’istituzione delle cosiddette zone rosse, con un incremento delle attività di identificazione, degli arresti e degli sgomberi.
Tra gli altri ambiti indicati figurano il sequestro dei beni riconducibili alla criminalità organizzata e le iniziative per restituire alla collettività i proventi delle attività illecite. Il ministero segnala inoltre l’attenzione riservata alla prevenzione del terrorismo, all’estremismo e ai processi di radicalizzazione. In questo quadro, Piantedosi rivendica l’allontanamento di un numero crescente di soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale e il potenziamento degli organici dei Vigili del Fuoco.
Il commento sulla sicurezza
Nel commento firmato da Carlo Corbinelli, ex ufficiale dei Carabinieri ed esperto di sicurezza, la lettura dei dati è più critica. Pur riconoscendo che l’impegno delle istituzioni ha prodotto risultati concreti, l’autore sostiene che resti una condizione di insicurezza diffusa e che gli interventi adottati non siano ancora sufficienti a contrastare criminalità e degrado.
Corbinelli ritiene che il governo abbia superato la distinzione tra criminalità reale e percezione dell’insicurezza, ma considera fragile l’idea di una piena convergenza politica sul tema. Nel suo ragionamento, destra e sinistra manterrebbero approcci differenti: la prima sarebbe più legata alla tutela dell’ordine, ma non sempre capace di tradurre questa impostazione in politiche efficaci; la seconda risulterebbe invece condizionata dal timore di apparire repressiva.
Il commento affronta anche il rapporto tra immigrazione e sicurezza, richiamando il tema degli stranieri irregolari o non integrati e il degrado presente in alcune aree urbane. L’autore chiede alla politica di abbandonare la propaganda e di individuare direttrici condivise. Tra le proposte indica la certezza della pena, un rafforzamento della polizia giudiziaria, l’effettività delle espulsioni per gli stranieri che delinquono e condizioni più dignitose nelle carceri.