Trentotto gradi all’ombra non fermano chi cerca vento e acqua alle porte di Milano. All’Idroscalo, mentre sullo sfondo si vedono gli aerei in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Linate, la giornata scorre tra tavole da surf, wakeboard e tuffi nel bacino artificiale. Una brezza inattesa accompagna le attività e rende meno pesante la temperatura elevata.
Lo scenario ricorda, per contrasto, una località balneare: davanti alla riva si forma un’onda che arriva a circa due metri e un surfista la attraversa in piedi sulla tavola. L’Idroscalo, nel territorio di Segrate, offre così un ambiente per praticare sport acquatici a poca distanza dal centro milanese, con le piste dello scalo aeroportuale come sfondo.
Una consuetudine per i veterani
Tra i frequentatori c’è Daniele Tarabini, manager di 63 anni, originario della Brianza e residente a Chiasso. Racconta di avere iniziato a fare surf a 20 anni e di considerare l’Idroscalo una tappa abituale quando rientra dalla Svizzera. Con la tavola sottobraccio, osserva che i passeggeri degli aerei devono affrontare ore di viaggio per raggiungere luoghi dove praticare attività simili, mentre lui può farlo vicino a casa.
La sua presenza conferma il carattere non occasionale della pratica sul bacino: per alcuni l’area rappresenta un appuntamento ricorrente, soprattutto durante le giornate estive più calde. La brezza e la possibilità di trovare onde rendono l’esperienza diversa da quella normalmente associata a un lago nell’entroterra.
Dalla California a Milano
Poco dopo entra in acqua anche Andy, cinquantenne businessman trasferitosi da San Francisco a Milano insieme ai due figli. A indirizzarlo verso l’Idroscalo è stato un vicino di casa, che gli ha descritto il bacino come il mare di Milano. La curiosità lo ha portato a raggiungere la struttura e a provarne direttamente l’acqua, con un giudizio positivo sull’ambiente.
Il confronto con la costa californiana nasce dunque dall’esperienza personale di un nuovo residente, ma trova un elemento concreto nelle onde e nelle condizioni incontrate quel giorno. Da una parte il traffico aereo di Linate, dall’altra le tavole che affrontano il muro d’acqua: all’Idroscalo la scena estiva mescola sport, temperature elevate e una dimensione urbana facilmente raggiungibile.
Il racconto, pubblicato il 13 agosto 2026, restituisce l’immagine di un luogo frequentato da appassionati di età e provenienze diverse. Tra chi torna abitualmente dalla Svizzera e chi è appena arrivato dagli Stati Uniti, il bacino milanese diventa il punto d’incontro per chi vuole surfare o praticare wakeboard senza allontanarsi dalla città.