Toscana

Trebesto chiede una proroga per restare allo stadio Bardo

La società contesta la posizione dell’amministrazione e invoca un confronto con il sindaco

La Popolare Trebesto chiede al Comune e al sindaco una proroga della concessione dello stadio Bardo, struttura che la società considera il centro delle proprie attività sportive e sociali. La richiesta arriva dopo le dichiarazioni dell’assessore allo sport Fabio Barsanti sulla possibilità di proseguire l’attività in altri impianti, mentre la società sostiene di essere stata lasciata senza una soluzione definita.

La posizione è stata espressa da Marco Baroncelli, intervenuto a nome della società. Secondo Trebesto, i precedenti citati dall’amministrazione non sarebbero confrontabili con la situazione dello stadio Bardo. Il campo di Sant’Anna, osserva Baroncelli, avrebbe perso il secondo terreno di gioco ma avrebbe mantenuto quello principale. Mutigliano, invece, sarebbe oggi in stato di abbandono e richiederebbe lavori rilevanti dopo alcuni atti vandalici.

Il nodo dei lavori a Sorbano

Un altro punto contestato riguarda il campo di Sorbano. Alla società sarebbe stato riferito che l’impianto non può ospitare attività sportive perché necessita di interventi di riqualificazione. Baroncelli sostiene però che, negli ultimi sei anni, Trebesto avrebbe inviato numerose comunicazioni via posta elettronica certificata al Comune per chiedere proprio quei lavori, senza ricevere risposta.

Per la società, la necessità degli interventi sarebbe riemersa soltanto dopo il passo indietro del Luccasette dalla concessione. Da qui il timore che l’amministrazione stia cercando di allontanare Trebesto dal campo. L’unica alternativa indicata, riferisce Baroncelli, sarebbe stata la possibilità di svolgere la sola attività sportiva al campo di San Cassiano, comunicata però attraverso una conferenza stampa e non in un confronto diretto con la società.

La richiesta al sindaco

Trebesto sostiene di non essere soltanto una realtà calcistica. Attorno alla squadra, secondo la società, si sono sviluppate relazioni e altre attività che rappresentano una parte essenziale del progetto. Oltre al calcio, nello spazio vengono praticati pallavolo, pugilato, karate e yoga. Per questo l’eventuale trasferimento improvviso, afferma Baroncelli, rischierebbe di interrompere non solo l’attività sportiva ma anche quella sociale.

La società indica due possibili soluzioni: mantenere l’impianto attraverso una proroga oppure rimetterlo rapidamente a bando, così da consentire una nuova definizione della gestione. Nel frattempo chiede che la questione venga affrontata direttamente dal sindaco, per chiarire se si tratti di un problema esclusivamente amministrativo o se vi siano anche implicazioni politiche.

Il rapporto con lo stadio Bardo viene descritto da Trebesto come un legame costruito nel tempo. La società afferma di aver mantenuto e migliorato la struttura e di averla trasformata in un punto di riferimento per diverse attività. L’obiettivo dichiarato è quindi evitare l’uscita dall’impianto da un giorno all’altro e ottenere il tempo necessario per garantire la continuità del progetto.