La possibilità di dotare la polizia locale di Prato del taser riapre il confronto politico sulla sicurezza urbana. L’assessore alla Sicurezza Enrico Vellucci ha manifestato disponibilità a discutere dell’introduzione della pistola elettrica, mentre Jonathan Targetti, esponente de L’Alternativa c’è, ha accolto con favore l’apertura. Contraria, invece, Alleanza Verdi e Sinistra, che chiede di destinare le eventuali risorse al potenziamento dell’organico.
Il tema non è nuovo, ma ha ripreso vigore dopo le dichiarazioni di Vellucci, che ha concluso nel 2025 la propria carriera nell’Arma con il grado di colonnello. La sua posizione, viene sottolineato, non equivale a un via libera al taser, ma alla volontà di avviare un confronto. Un cambio di orientamento rispetto agli ultimi anni, secondo quanto emerge dal dibattito. Targetti aveva già depositato, alcune settimane fa, una mozione per portare la questione sui banchi del Consiglio comunale.
Il nodo dei costi
Avs motiva la propria contrarietà anche con valutazioni economiche. In un comunicato firmato dal coordinatore provinciale Alessio Laschi, il partito stima che l’acquisto di cinque dispositivi possa comportare una spesa complessiva tra 10 e 15 mila euro. Nel calcolo rientrerebbero la formazione obbligatoria del personale, gli aggiornamenti, le cartucce di ricambio, la manutenzione e le verifiche tecniche periodiche previste dalla normativa.
Secondo Avs, la somma sarebbe paragonabile allo stipendio tabellare lordo annuo di un agente neoassunto, indicato in circa 20-23 mila euro. Da qui la proposta alternativa: utilizzare lo stesso ordine di grandezza di risorse per assumere un agente per un anno, invece di equipaggiare cinque operatori con il dispositivo elettrico.
Prevenzione e presenza sul territorio
La formazione politica sostiene che una nuova assunzione garantirebbe maggiore presidio, prossimità e prevenzione. Al contrario, l’investimento nel taser riguarderebbe uno strumento considerato controverso, i cui possibili effetti sulla salute sono ancora oggetto di discussione. Nel comunicato vengono richiamati dati dell’associazione Antigone e le posizioni di esponenti nazionali del partito su casi in cui l’uso del dispositivo avrebbe provocato conseguenze rilevanti.
Avs chiede quindi al Comune di rendere pubblici i costi effettivi di un’eventuale dotazione e di valutare il rafforzamento della pianta organica della polizia locale. La posizione del partito è che la sicurezza urbana debba essere costruita attraverso prevenzione, formazione, mediazione sociale e presenza sul territorio, più che mediante l’aumento degli strumenti repressivi.
Il confronto mette così a paragone due impostazioni: da una parte l’apertura a valutare uno strumento operativo per gli agenti, dall’altra la scelta di investire prioritariamente in personale e attività di prossimità. La sintesi finale dovrà essere definita dall’amministrazione comunale e dal Consiglio, qualora la questione venga formalmente esaminata.