Internazionale

Il ghiaccio si ritira e riaffiorano i rifiuti degli anni Quaranta

Lattine, imballaggi e attrezzatura da neve tornano visibili sopra i 4.000 metri, dopo decenni di sepoltura.

A oltre 4.000 metri di quota, sulla Barre des Écrins, tra la Francia e il Piemonte, il progressivo arretramento del ghiacciaio sta riportando alla luce oggetti rimasti sepolti per decenni. Sui versanti del massiccio degli Écrins, nei pressi del Glacier Blanc, sono riaffiorati contenitori metallici, frammenti di plastica e vecchi sci.

Alcuni dei reperti potrebbero risalire agli anni Quaranta. Erano stati abbandonati sulla neve e, con il passare del tempo, inglobati nella massa glaciale. L’assottigliamento del ghiaccio li sta ora restituendo alla superficie, rendendo visibili tracce della presenza umana rimaste nascoste per generazioni.

Un archivio restituito dalla montagna

Il fenomeno non è nuovo ed è stato documentato anche dal Parc national des Écrins. Nel corso degli anni, dal Glacier Blanc sono stati recuperati vecchi contenitori, bottiglie, lattine e ricariche di gas. Si tratta di materiali lasciati in quota in epoche in cui la sensibilità ambientale e le regole per la gestione dei rifiuti erano diverse da quelle attuali.

La progressiva riduzione della copertura glaciale trasforma così il ghiacciaio in una sorta di archivio della montagna. Oggetti appartenenti a periodi differenti riemergono lentamente dai versanti, seguendo il ritmo del ritiro della massa di ghiaccio. Le immagini diffuse mostrano il risultato concreto di questo processo e riportano l’attenzione sull’impatto duraturo dell’abbandono dei rifiuti in alta quota.

La vicenda è stata rilanciata da Andrea Vuolo, meteorologo in Piemonte, attraverso immagini dedicate all’area degli Écrins. Il materiale restituito dal Glacier Blanc documenta sia le vecchie frequentazioni della montagna sia le conseguenze ambientali del cambiamento delle condizioni glaciali.