Il caldo rallenta il turismo nel periodo di Ferragosto. A Firenze il tasso medio di occupazione delle strutture ricettive presenti sulle piattaforme online è stimato al 62% tra il 14 e il 17 agosto, con una diminuzione di tre punti rispetto allo stesso periodo del 2025. Le stime sono state elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per il Comune.
Il calo della domanda nelle città d’arte si registra per il terzo anno consecutivo durante il ponte di Ferragosto e viene collegato alle ondate di calore che stanno interessando Firenze, la Toscana e altre aree d’Italia. Nel capoluogo sono attese circa 138mila presenze, oltre il 90% delle quali riferite a visitatori stranieri. Negli altri comuni dell’ambito Firenze e area fiorentina, invece, l’occupazione supera in alcuni casi il 70%, mentre le presenze complessive sono stimate in oltre 178mila unità.
Caldo e gestione dei flussi
Secondo l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico Jacopo Vicini, i dati evidenziano l’impatto delle temperature elevate sulle scelte dei viaggiatori e sulle modalità di visita delle città d’arte. Il fenomeno, ha sottolineato, dovrà essere considerato nella programmazione turistica dei prossimi anni, insieme alla necessità di conciliare il benessere e la salute dei residenti con l’accoglienza dei visitatori.
Tra le misure richiamate dall’amministrazione ci sono i servizi utili a fronteggiare le temperature estreme, come i fontanelli per il rifornimento d’acqua. L’obiettivo indicato è proseguire gli interventi per rendere il capoluogo più resiliente ai cambiamenti climatici, attraverso nuove aree verdi, zone ombreggiate e spazi pubblici più vivibili per residenti e turisti.
Le previsioni per l’estate
La frenata del periodo di Ferragosto non modifica il quadro complessivo della stagione. Le previsioni del Centro Studi Turistici indicano, per il trimestre estivo, oltre 1,6 milioni di arrivi e più di 4,1 milioni di pernottamenti nell’ambito Firenze e area fiorentina. La crescita stimata rispetto all’estate 2025 è dello 0,8% per gli arrivi e dell’1,2% per i pernottamenti.
Circa il 78% dei pernottamenti dovrebbe concentrarsi nel capoluogo, che potrebbe superare quota 3,2 milioni. A trainare il mercato saranno soprattutto i visitatori stranieri, attesi in aumento dell’1,3%, per oltre 3,6 milioni di pernottamenti. Più contenuta la crescita della domanda italiana, stimata allo 0,8%, con circa 540mila pernottamenti: la clientela nazionale rappresenterà così circa il 13% del totale, contro l’87% di quella estera.
Le prospettive migliori riguardano le strutture extralberghiere, mentre per gli hotel è prevista una sostanziale stabilità. Tra i mercati in maggiore espansione figurano Spagna, Francia, Svizzera, Cina, Regno Unito e Brasile. Sono invece attesi lievi cali dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Giappone e dall’Australia.