Per una volta, più che il tabellone, a tenere con il fiato sospeso il tennis è l’infermeria. Gli Us Open si avvicinano e il grande interrogativo riguarda i due uomini che hanno dominato gli Slam nelle ultime due stagioni: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Se il numero uno del mondo sembra orientato verso il rientro a New York, il quadro dello spagnolo è decisamente più incerto. E così Flushing Meadows potrebbe diventare il teatro di una nuova rivoluzione ai vertici del tennis.
L’ultima volta che i quattro Slam della stagione hanno avuto quattro vincitori diversi risale al 2014, quando trionfarono Wawrinka in Australia, Nadal a Parigi, Djokovic a Wimbledon e Cilic a New York. Dodici anni dopo, quello scenario potrebbe ripetersi. Ma non sarebbe tanto il risultato di un ricambio generazionale o di una rivoluzione tecnica: a spalancare la porta agli inseguitori sono soprattutto i problemi fisici di Sinner e Alcaraz, i due giocatori che tra 2024 e 2025 si sono spartiti otto Major, quattro a testa.
Sinner sceglie la prudenza
Jannik ha già fatto la sua scelta: niente Cincinnati. Il campione altoatesino ha preferito rinunciare al Masters 1000 dell’Ohio per dedicarsi completamente al recupero del ginocchio destro, una decisione che fotografa la priorità del momento: arrivare agli Us Open nelle migliori condizioni possibili, senza forzare i tempi.
Sinner trascorrerà questi giorni completando il percorso fisioterapico, compresa la terapia con onde d’urto, indicata per intervenire sull’infiammazione. Il problema potrebbe essere collegato alle sollecitazioni accumulate durante la stagione e, in particolare, alla scivolata nel primo turno di Wimbledon contro Kecmanovic.
La rinuncia a Cincinnati è dunque soprattutto una scelta di prevenzione. Meglio sacrificare un Masters 1000 che mettere a rischio lo Slam americano. Il programma prevede la partenza per gli Stati Uniti all’inizio della prossima settimana, probabilmente dopo aver festeggiato il 25° compleanno il 16 agosto.
A quel punto Sinner avrebbe una dozzina di giorni per allenarsi sui campi di Flushing Meadows, ritrovare le sensazioni del cemento americano e recuperare gradualmente il ritmo partita. Un aspetto tutt’altro che secondario: negli ultimi tre mesi il numero uno del mondo ha disputato appena nove incontri.
Il mistero Alcaraz
Se per Sinner la strada verso New York appare abbastanza delineata, Alcaraz resta invece un punto interrogativo. Il polso continua a essere monitorato e il suo rientro non verrà accelerato.
Nei giorni scorsi si era persino ipotizzata una partecipazione al torneo di Winston-Salem, attraverso una wild card, per permettere a Carlitos di giocare qualche partita prima degli Us Open. Ma l’idea non sembra essere diventata concreta: interrompere la preparazione per immergersi immediatamente nella competizione potrebbe essere controproducente.
Lo spagnolo sta lavorando tra Murcia e Alicante, aumentando progressivamente l’intensità degli allenamenti. I segnali sono positivi, ma la piena funzionalità del polso non è ancora stata recuperata.
Prima la salute
Il principio che guida Alcaraz è semplice: nessuna fretta. Dopo un periodo così lungo lontano dalle competizioni, anticipare il ritorno avrebbe poco senso. L’obiettivo non è semplicemente tornare in campo, ma farlo quando il fisico sarà sufficientemente pronto per sostenere le sollecitazioni di uno Slam.
Secondo le valutazioni di chi lo segue quotidianamente, Carlitos sarebbe oggi intorno al 60% della condizione mostrata a gennaio, quando ha conquistato gli Australian Open. La soglia individuata per il rientro sarebbe molto più alta, nell’ordine dell’80-90%.
La porta è aperta
In questo scenario, gli inseguitori possono tornare a sognare. Zverev ha già sfruttato l’assenza di Alcaraz e il problema accusato da Sinner al Roland Garros per conquistare il suo primo Slam. A Wimbledon, però, Jannik ha ristabilito immediatamente le gerarchie.
Ora resta New York. E c’è anche una statistica curiosa a rendere ancora più intrigante il quadro: nessun giocatore ha mai vinto gli Us Open senza aver disputato almeno una partita tra il Masters di Toronto e quello di Cincinnati.
Sinner e Alcaraz potrebbero diventare i primi a provarci, arrivando direttamente allo Slam dopo aver saltato entrambi gli appuntamenti.
Il numero uno vuole esserci. Il numero tre, invece, deve ancora convincere il proprio corpo. E se uno dei due grandi favoriti dovesse mancare, o arrivare lontano dal massimo della condizione, Flushing Meadows potrebbe davvero incoronare un nuovo protagonista.