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Soffritto, come evitare rischi per fegato e colesterolo

La cottura a fiamma bassa e l’olio extravergine aiutano a mantenere il piatto compatibile con un’alimentazione equilibrata.

Il soffritto non è necessariamente dannoso per il fegato o per il profilo lipidico. A fare la differenza sono soprattutto il tipo di condimento, la quantità utilizzata e il modo in cui viene gestito il calore. La preoccupazione nasce spesso dalla confusione tra una cipolla fatta appassire lentamente e una frittura ad alta temperatura, oppure dall’idea che l’olio riscaldato diventi automaticamente nocivo. Preparato con olio extravergine d’oliva e una fiamma moderata, il soffritto può rientrare in un’alimentazione equilibrata.

Cipolla e olio: cosa accade durante la cottura

La cipolla contiene composti solforati e quercetina, una sostanza antiossidante associata alla protezione cellulare e al benessere dei vasi sanguigni. L’appassitura a fuoco lento consente di cuocerla gradualmente, senza esporla alle temperature tipiche della frittura. L’olio d’oliva, invece, fornisce acido oleico, un grasso monoinsaturo che può contribuire al controllo del colesterolo LDL, senza ridurre quello HDL.

La presenza di un grasso favorisce inoltre l’assorbimento intestinale di alcuni composti antiossidanti della cipolla, che vengono assimilati più facilmente in presenza di un veicolo lipidico. Questo non trasforma il soffritto in un alimento terapeutico, ma spiega perché l’abbinamento tra cipolla e olio possa essere compatibile con una dieta varia, se inserito nelle giuste quantità.

Il calore è il principale elemento da controllare

Secondo il testo, il problema per il fegato non è il soffritto in sé, ma l’uso frequente di grassi saturi, come burro o strutto, e la cottura condotta a temperature eccessive. Quando l’olio raggiunge il punto di fumo o gli alimenti bruciano, possono formarsi molecole ossidate. Le parti annerite e il condimento surriscaldato sono quindi gli elementi da evitare, perché possono affaticare il fegato e favorire processi infiammatori.

Per preparare un fondo più leggero si può versare l’olio a freddo e aggiungere subito la cipolla tritata, mantenendo la fiamma bassa. Quando la padella inizia a scaldarsi, l’aggiunta di due o tre cucchiai d’acqua o brodo vegetale aiuta a stufare la cipolla e a impedire che il condimento raggiunga temperature troppo elevate. Il controllo della cottura e la scelta della materia prima restano dunque le accortezze centrali per utilizzare il soffritto senza comprometterne l’equilibrio nutrizionale.