Lombardia

Cantiere Pedemontana trasforma la Brianza in un paesaggio lunare

I comitati temono che l'area di Macherio non tornerà più come prima.

Una passeggiata in questo torrido agosto nel cuore della Brianza rivela una trasformazione drammatica in un’area precedentemente caratterizzata da boschi e filari. Macherio è ora teatro di un grande cantiere per la realizzazione della Pedemontana, un’infrastruttura che ha portato alla creazione di cumuli di scavo e piste di cantiere, definita dai residenti come un “paesaggio quasi lunare”.

I comitati locali, tra cui il Comitato per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale, sono in allerta, preoccupati per il futuro ecologico dell’area. La domanda che pongono alle amministrazioni è se veramente l’area tornerà al suo stato originario dopo la chiusura del cantiere, che è attualmente in una fase avanzata con materiali di scavo e costruzione in aumento.

Un patrimonio naturale a rischio

Secondo i comitati, l’area, che in passato ospitava terreni agricoli fertili, è stata trasformata in un deposito di materiali da costruzione. È evidente la contrarietà rispetto al Progetto Locale 24 (PL24), che avrebbe dovuto garantire la creazione di un grande parco sovracomunale. Invece, la scelta delle amministrazioni è caduta su compensazioni frazionate, che non soddisfano le aspettative comunitarie.

Col rischio che l’attuale deposito di materiale si ampli ulteriormente, i comitati avvertono che, per ripristinare l’area, non basterà rimuovere i cumuli di terra. Sarà necessaria anche una decompattazione del suolo e il ripristino delle sue caratteristiche ecologiche originarie, un compito complesso che necessiterà di interventi specifici e controlli rigorosi.

Richieste dei comitati e futuro incerto

Oltre a chiarimenti sui tipi di intervento previsti, i comitati richiedono garanzie sulla qualità agronomica dei terreni, verifiche indipendenti sulla fertilità e sulla compattazione del suolo. Il timore è che un intervento non eseguito secondo gli standard possa avere impatti duraturi sull’ecosistema locale.

“I cantieri sono temporanei, ma gli effetti e i danni possono risultare permanenti”, concludono i rappresentanti dei comitati, esigendo che il ripristino finale sia un processo sotto controllo pubblico e trasparente, evidenziando l’importanza di proteggere una risorsa non rinnovabile come il suolo per le generazioni future.