Teresa Chicco, 67 anni, è una volontaria fossanese che ha dedicato parte del suo tempo per accogliere e supportare 42 ragazzi e 8 educatori ucraini, vittime del conflitto, nel campo estivo a Lemie, in Valle di Lanzo. Questa iniziativa è stata promossa da Acli Lombardia in collaborazione con Caritas Italiana, con l’obiettivo di offrire un momento di serenità a giovani traumatizzati dalla guerra.
I ragazzi, di età compresa tra 11 e 17 anni, sono arrivati in Italia dopo un lungo viaggio da città come Donetsk, Kherson, Kharkiv, Sebastopoli e campi profughi. Molti di loro, al loro arrivo, facevano riferimento a una vita vissuta prima della guerra, evidenziando un profondo stato di flessione emotiva.
Pur non avendo esperienza in cucina, Teresa ha intrapreso l’incarico di cuoca, un impegno che aveva già avviato due anni fa con il primo campo a Frabosa Soprana. Il suo obiettivo è fornire ai ragazzi un senso di tranquillità e aiuto. “Quando li osservi, percepisci la loro tensione e irrequietezza”, racconta, evidenziando momenti toccanti come le telefonate dai genitori che scatenavano lacrime.
Accoglienza e integrazione
La permanenza a Lemie ha avuto esito positivo, con la comunità locale che ha ben accolto i giovani. Un episodio significativo è stato quando una donna del paese ha preparato loro una merenda dopo una gita in montagna, informandosi anche su eventuali intolleranze alimentari. Teresa sottolinea l’ottima organizzazione dell’Acli, menzionando anche visite significative di rappresentanti nazionali e incontri con i dirigenti locali.
Tuttavia, ha notato che inizialmente i ragazzi e gli operatori non si conoscevano, il che ha reso difficile l’integrazione. “Ma nei giorni finali, il clima è diventato festoso grazie anche alle attività organizzate dagli animatori”, ha aggiunto Teresa. La convivialità in cucina è stata cruciale; i ragazzi, infatti, hanno richiesto la famosa pasta al ragù dell’istruttrice, chiedendo di degustarla anche per colazione prima di partire.
Una speranza per il futuro
Dopo il campo, i ragazzi sono tornati in Ucraina, e Teresa ha saputo che il viaggio di ritorno, seppur faticoso, è andato bene. “Il parroco di Lemie ha partecipato attivamente, traducendo il Padre Nostro per rafforzare la speranza nei giovani”, ha concluso Teresa. La sua speranza è che i ragazzi riescano a ricostruirsi un futuro migliore nonostante le difficoltà vissute.