Ester Mazzola torna a casa per il week end, ma cerca un appartamento adatto

La famiglia di Ester, colpita da una rara malattia, cerca un'abitazione senza barriere per favorire le terapie.

La storia di Ester Mazzola, una 26enne mantovana affetta dalla malattia di Takayasu, sta vivendo un momento di speranza. Dopo quindici mesi di ricoveri ospedalieri, Ester ha trascorso il suo secondo week end a casa, dove ha potuto godere della compagnia della sua famiglia. Tuttavia, per continuare le terapie necessarie, è fondamentale che rimanga sotto stretto controllo medico.

Il padre, Alberto, ha fornito un aggiornamento sulla situazione di Ester, sottolineando che i medici stanno valutando la possibilità di un ritorno permanente a casa entro la fine dell’anno. La malattia di Takayasu, una rara vasculite che colpisce i grandi vasi sanguigni, ha causato a Ester diverse ischemie e danni neurologici, rendendo necessario un lungo percorso terapeutico e riabilitativo.

La ricerca di una nuova casa

Il rientro a casa rappresenta una prospettiva concreta, ma la famiglia deve affrontare problemi strutturali e logistici. La loro abitazione si trova al terzo piano di una palazzina di Valletta Paiolo, priva di ascensore. Per questo motivo, la famiglia ha lanciato un appello attraverso la piattaforma Gofundme per trovare un appartamento senza barriere architettoniche. Nonostante alcune proposte ricevute, nessuna si è rivelata adatta alle esigenze di Ester, che ha bisogno di spazi per muoversi liberamente.

Inoltre, la famiglia sta aspettando una nuova carrozzina personalizzata che permetterà a Ester di utilizzare meglio il comunicatore e il tablet, strumenti fondamentali per la sua comunicazione. La mancanza di un ascensore rende difficile la gestione della situazione attuale, ma la famiglia non si arrende e sta valutando l’installazione di un montascale mobile o di un ascensore esterno.

Il percorso terapeutico

Attualmente, Ester si trova all’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, dove sta seguendo un percorso di riabilitazione neurologica intensiva. Dopo un intervento al piede sinistro e la sistemazione manuale del ginocchio sinistro, Ester sta facendo progressi significativi nella fisioterapia, riuscendo a piegarsi a 90 gradi e a rimanere seduta per periodi più lunghi. Gli ultimi esami hanno mostrato che la malattia è ferma e la situazione è stabile.

Ogni giorno, Alberto e la madre Gabriella si recano all’ospedale dalle 14 alle 21 per stare accanto a Ester e supportarla nel suo percorso di recupero. Le manifestazioni di affetto e vicinanza ricevute in questi mesi hanno rappresentato un importante sostegno per la famiglia, che continua a lottare per garantire a Ester una vita migliore.