Nella giornata di domenica 2 agosto, i Volontari di Sant’Isidoro hanno lanciato un appello ai frequentatori delle montagne di Valmadrera, invitando a evitare l’accensione di fuochi all’aperto, barbecue e bracieri. Questo richiamo è stato motivato dal ritrovamento di un braciere abbandonato a pochi passi dalla chiesetta di Sant’Isidoro, in un contesto di crescente preoccupazione per l’emergenza incendi che colpisce i territori circostanti.
Il messaggio diffuso dai volontari sottolinea l’importanza di mantenere la massima prudenza, non solo riguardo ai fuochi, ma anche ai mozziconi di sigaretta gettati nell’erba secca. La situazione è particolarmente delicata, considerando che l’innesco di incendi può avvenire anche da piccole scintille.
Il 10 luglio, Massimo Cariboni, referente del gruppo, aveva già segnalato la presenza di un braciere nei pressi della chiesina, evidenziando che non si trattava di un caso isolato, poiché episodi simili si erano verificati anche l’anno precedente. Cariboni ha descritto tali comportamenti come “gesti gravissimi e irresponsabili”, sottolineando che un incendio che raggiungesse la chiesetta comporterebbe non solo danni economici, ma anche la perdita di un patrimonio storico e religioso.
Il Sasso di Preguda e il contesto attuale
Il Sasso di Preguda è un masso erratico di granito ghiandone, alto sette metri, riconosciuto da Regione Lombardia come monumento naturale. Questo luogo, che ha una storia legata agli studi di Antonio Stoppani, è stato arricchito da una piccola chiesa dedicata a Sant’Isidoro, costruita dai contadini a fine Ottocento. La chiesetta si trova a poco più di un’ora di cammino da Valmadrera e offre una vista spettacolare sul ramo lecchese del lago.
Il richiamo dei volontari si inserisce in un contesto di allerta per incendi, come dimostrato dai recenti eventi sopra l’Alpe Caprecolo, a Premana, dove per tre settimane i vigili del fuoco e le squadre antincendio hanno lavorato incessantemente per domare un incendio innescato da un fulmine. Le condizioni climatiche, con vegetazione secca e venti forti, hanno reso l’incendio difficile da controllare.
Raccomandazioni di Regione Lombardia
In risposta alla situazione attuale, il 30 luglio, Regione Lombardia ha inviato una nota a enti e parchi, raccomandando la massima prudenza. Sebbene non sia stato dichiarato un periodo ad alto rischio di incendio boschivo, la Regione ha avvertito che anche un piccolo focolaio può propagarsi rapidamente. Le indicazioni fornite includono il divieto di accendere fuochi, l’uso cauto di fornelletti a gas e la necessità di segnalare immediatamente qualsiasi principio di incendio al numero 112.