Internazionale

Si accende lo scontro Italia-Spagna sull’immigrazione. Tajani: “Da noi sbarchi diminuiti”. Oggi videocall UE

Una riunione straordinaria del Consiglio UE informale Affari interni sulla crisi migratoria di Ceuta

Si accende lo scontro Italia-Spagna sull’immigrazione. Tajani: “Da noi sbarchi diminuiti”. Oggi videocall UE

La crisi migratoria di Ceuta continua a provocare tensioni politiche in Europa e ad alimentare lo scontro tra Italia e Spagna. Alla vigilia della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha richiamato gli Stati membri ai principi di unità e solidarietà (in copertina: a sinistra José Manuel Albares, ministro degli Esteri della Spagna, a destra Antonio Tajani, ministro degli Esteri dell’Italia).

Il confronto, nato dall’emergenza nell’enclave spagnola, rischia ora di avere conseguenze sui principali dossier europei dell’autunno. Madrid ha accusato il governo italiano di non essere stato “all’altezza”, mentre Roma ha risposto rivendicando la riduzione degli sbarchi registrata negli ultimi anni.

La videocall dei ministri

La riunione straordinaria del Consiglio Ue informale Affari interni è in programma alle 10 e si svolgerà in videoconferenza.

L’incontro è stato convocato dalla presidenza irlandese dell’Unione europea anche in risposta alla lettera promossa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla premier danese Mette Frederiksen, sottoscritta da altri 20 Stati membri.

Alla riunione parteciperanno anche Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, Paesi associati all’area Schengen, oltre al Servizio europeo per l’azione esterna.

Saranno coinvolti anche i rappresentanti di Frontex, dell’Agenzia europea per l’asilo e di Europol.

La proposta italiana

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dovrebbe presentare la proposta italiana per la creazione di hub destinati ai rimpatri dei migranti in Paesi terzi.

Il tema degli hub extra-Ue potrebbe diventare uno dei principali dossier europei del prossimo autunno e tornare al centro del vertice dei capi di Stato e di governo previsto per ottobre.

L’ipotesi è sostenuta dai 21 Paesi che si sono schierati al fianco dell’Italia e dal Partito popolare europeo. Resta però da definire il nodo dei finanziamenti comunitari.

Madrid attacca Roma

Lo scontro tra Italia e Spagna si è riacceso dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.

Secondo il capo della diplomazia di Madrid, il governo guidato da Giorgia Meloni non sarebbe stato “all’altezza” nella gestione della crisi di Ceuta.

“Ci sono stati governi che non sono stati all’altezza, così come alcuni politici e partiti spagnoli che hanno assunto posizioni irresponsabili. Il governo italiano è stato uno di questi. L’Italia, in altri momenti, è stata assolutamente inondata di immigrati irregolari, con crisi ripetute a Lampedusa che non è riuscita a risolvere. La Spagna, invece, è sempre stata solidale, sia sul piano politico sia con i fatti. È questa la solidarietà che esigiamo dai nostri partner europei”.

Josè Manuel Albares

Le tensioni tra Roma e Madrid rischiano di ripercuotersi sui negoziati europei e sui principali temi in agenda nei prossimi mesi.

Tajani replica: “Non rispondo io, ma i numeri”

Il Ministero dell’Interno ha risposto alle accuse ricordando i dati relativi agli arrivi via mare in Italia.

Secondo il Viminale, durante il governo Meloni gli sbarchi sono diminuiti del 55% rispetto all’anno precedente e di circa l’82% rispetto al 2023, primo anno di insediamento dell’attuale esecutivo.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che la risposta italiana è affidata ai risultati ottenuti.

Al Ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri. Dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60% su base annua. Da gennaio a luglio 2026 gli sbarchi sono scesi dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023. Gli arrivi irregolari via mare al 15 luglio 2026 sono stati 15.323, -54% rispetto al 2025 e -50% sul 2024. Questi numeri sono il frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e sicuri e contrastano il traffico di esseri umani.

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E infatti il nuovo Patto UE su asilo e migrazione ha una marcata impronta italiana, nel solco dell’insegnamento di Silvio Berlusconi e dei governi da lui guidati. Sottolineo invece che tra i migranti arrivati a Ceuta ce ne sono oltre 5000 provenienti dall’area sub-sahariana, che non possono essere rimpatriati o rimandati in Marocco. Che fine faranno? Dove andranno? La decisione di sospendere Schengen, sostenuta da 21 Paesi europei, è in linea con i Trattati ed è quella giusta”.

Von der Leyen interviene

La presidente della Commissione europea ha scritto al premier spagnolo Pedro Sanchez per ribadire il sostegno dell’Unione europea alla Spagna. Nella lettera, von der Leyen ha sottolineato che la migrazione rappresenta una sfida comune e richiede una risposta condivisa.

“La migrazione è una sfida europea, che richiede una risposta europea. E per questo la solidarietà è fondamentale”.

L’obiettivo è ridurre le tensioni tra gli Stati membri e riportare il confronto sul piano della cooperazione europea.

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Le cinque priorità

La Commissione europea ha indicato cinque linee d’azione per affrontare la gestione dei flussi migratori.

Le priorità riguardano la prevenzione degli arrivi irregolari attraverso la collaborazione con i Paesi terzi, il rafforzamento delle frontiere esterne, l’attivazione di sistemi di allerta precoce, il contrasto alle reti dei trafficanti e il potenziamento dei rimpatri.

Durante la riunione del Coreper II, secondo fonti diplomatiche europee, è emersa una “forte solidarietà” nei confronti di Madrid. È stata inoltre condivisa la valutazione secondo cui la situazione a Ceuta sarebbe stata riportata rapidamente sotto controllo.

Bruxelles non ha rivolto accuse dirette al Marocco, ma ritiene necessario approfondire le cause e le dinamiche della crisi. La rapidità e le dimensioni degli arrivi a Ceuta hanno rafforzato la necessità di sviluppare una maggiore cooperazione con i Paesi terzi.

Trump attacca l’Europa

La crisi migratoria è tornata anche al centro del dibattito politico negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha criticato la gestione europea dell’immigrazione e delle politiche energetiche.

Due cose stanno uccidendo l’Europa: l’immigrazione e l’energia” ha dichiarato dallo Studio Ovale, sostenendo di conoscere il continente europeo meglio dei suoi stessi leader.