Stefano Massini chiude il festival Orientoccidente a San Giovanni Valdarno

Il 5 agosto, il noto drammaturgo presenta 'C’era (ancora) una volta' con Luca Roccia Baldini.

Arezzo, 3 agosto 2026 – La ventiduesima edizione del festival Orientoccidente si concluderà il 5 agosto con un ospite d’eccezione: Stefano Massini. L’evento si terrà a San Giovanni Valdarno, in piazza Masaccio, alle ore 21.30, e sarà organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune e dalla Materiali Sonori. Massini si esibirà insieme al musicista Luca Roccia Baldini con lo spettacolo “C’era (ancora) una volta”.

Lo spettacolo rappresenta un viaggio sorprendente attraverso le fiabe meno conosciute, quelle che non addolciscono la realtà ma la attraversano. Si tratta di fiabe ironiche, crudeli e visionarie, capaci di parlare con lucidità del nostro presente. Queste storie, che promettono un lieto fine, nascondono domande profonde su chi siamo e su cosa stiamo diventando.

Un racconto teatrale denso di suggestioni

Accompagnato dalle musiche dal vivo di Luca “Roccia” Baldini, Stefano Massini intreccia parole e suoni in un racconto teatrale ricco di immagini e suggestioni. In questo contesto, re e principesse, incantesimi e metamorfosi diventano specchi delle nostre paure, desideri e contraddizioni. Massini sottolinea che le fiabe non sono mai state solo per bambini, ma servono a orientarsi nel labirinto della vita, a riconoscere il coraggio e a fare i conti con le scelte. “Oggi, forse più che mai, abbiamo bisogno di tornare ad ascoltarle”, afferma il drammaturgo.

Massini è una delle figure più autorevoli della cultura italiana contemporanea e l’unico autore italiano a ricevere il Tony Award, il massimo riconoscimento del teatro statunitense. È conosciuto e apprezzato a livello internazionale per opere tradotte e rappresentate in tutto il mondo, tra cui la celebre “Lehman Trilogy”. Il suo ritorno a Orientoccidente segna la conclusione di un’edizione straordinaria del festival, che ha attraversato molti centri del Valdarno aretino e fiorentino, raccontando il nostro presente attraverso il filtro della memoria storica, della canzone d’autore e del dialogo tra le culture. La rassegna si è sviluppata come un palcoscenico diffuso nel Valdarno, intrecciando l’impegno civile alla sperimentazione artistica.